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Dormiglione? Colpa dei geni

Un team di ricercatori di Harvard ha recentemente scoperto che la tendenza ad alzarsi presto o tardi potrebbe essere regolata da una variante piuttosto comune di gene.

La ricerca, pubblicata sull'ultimo numero di Annals of Neurology e divulgata su focus.it, è basata su un campione di 1200 pazienti di 65 anni, sani, con problemi di insonnia. Dall'incrocio tra l'analisi dei ritmi sonno-veglia dei volontari e il loro DNA sembra emergere una correlazione tra le variazioni di un nucleotide vicino al gene Period1 e i ritmi circadiani. In particolare, il 40% degli individui analizzati aveva come base del nucleotide l'Adenina mentre il restante 60% la Guanina.
Dallo studio è emerso che le persone con genotipo A-A (cioè con una coppia di Adenina in quella specifica posizione su ciascuno dei cromosomi) tendono in media a svegliarsi un'ora prima rispetto a quelli con genotipo G-G. 

Il gene del sonno

Anche lo scorso anno il sonno era stato osservato da un punto di vista genetico da una ricerca pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry e divulgata da salvagente.it.

I ricercatori dell'Università di Edimburgo e dell'Università Ludwig Maximilians di Monaco, infatti, avevano individuato una correlazione tra un gene, l'ABCC9, e la quantità di ore di sonno necessarie al riposo. Analizzando i dati di oltre 10000 persone di paesi diversi, è emerso che i portatori di questo gene tendono a dormire almeno mezz'ora in più a notte per sentirsi riposati rispetto a chi non ha questo gene.

Utilità

Studi come questi permettono di far chiarezza su alcuni dei meccanismi legati al sonno e, soprattutto, forniscono informazioni importanti su quanto e come è possibile modificare i nostri comportamenti attraverso i trattamenti e le psicoterapie delle insonnie. Gli obiettivi da perseguire, infatti, vanno scelti in base alle proprie risorse e ai propri vincoli allo scopo di migliorare la propria qualità della vita.

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