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2012: Fine del mondo

 

Di Alessia D’Acunti, psicologa

Secondo una moderna e diffusa leggenda il 21 dicembre 2012 finirà il mondo o si verificherà un cambiamento epocale. I media ne parlano spesso, vengono proposti documentari televisivi e film catastrofici e vengono scritti libri e siti Internet dedicati al tema. Provate a battere “2” sulla barra di ricerca di Google, i suggerimenti automatici saranno “2012” con 171.000.000 risultati e “2012 fine del mondo” con 1.110.000 risultati.

Fine del mondo o cambiamento epocale

Esistono diverse ipotesi su cosa accadrà nel 2012. Ognuna fa riferimento, in prima istanza, ad uno dei calendari Maya, quello per il computo dei lunghissimi periodi, che termina un ciclo proprio a dicembre del 2012. Da qui ognuno prosegue a suo modo: un asteroide si abbatterà contro la terra, si invertiranno i poli magnetici della terra con conseguenze disastrose per l’umanità, arriveranno gli alieni a dare inizio ad una nuova era ed altro ancora.

Il parere della comunità scientifica

La leggenda del 2012 non trova alcun sostegno nell'ambito della comunità scientifica, come è stato ben illustrato in un recente servizio de Le Iene o come si può leggere tra le pagine Web del CICAP, eppure continua a diffondersi. Attualmente siamo sopraffatti dalle informazioni e spesso non è semplice discernere le fonti credibili, i dati verosimili e le teorie coerenti. La TV, ad esempio, è generalmente considerata una fonte attendibile e quindi ha una notevole capacità di diffondere falsi miti (a tutti sarà capitato di dire “ma sì! L’hanno detto in televisione!”).

Il senso critico come fattore protettivo

Secondo il 'principio della diceria' di Allport e Postman (1946), la nascita di una diceria è determinata dall’importanza dell’argomento per le persone e dall’ambiguità delle informazioni disponibili. Questi elementi possono contribuire a spiegare il diffondersi di una leggenda come quella sul 2012.

Come fattore protettivo si può far riferimento alla considerazione di Chorus (1953), che sottolinea l’importanza del senso critico nel determinare la diffusione di una voce [1]. La capacità di discriminare tra informazioni fondate e infondate è anche alla portata dei profani, entro un certo limite. Spesso siamo scientificamente impreparati a riconoscere l’attendibilità di alcuni dati e quindi commettiamo facilmente degli errori nell’attestare la credibilità di una certa teoria. In questi casi, prima di prendere una posizione, può essere utile consultare più fonti e paragonare la credibilità delle loro affermazioni valutandone il grado di coerenza e l’insieme delle prove a cui possono far riferimento.



[1] Per chi ha voglia di approfondire l’argomento, rimando all’interessante tesi di Valentina Garino.

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