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Arischia, per non dimenticare

di Serena Di Censi, moderatore del forum di ASPICommunity

L'ASPIC porta avanti il suo impegno in favore delle vittime del terremoto che ha colpito l'Aquila lo scorso 6 aprile. E lo fa pubblicando il libro “Arischia, per non dimenticare: pensieri, lacrime, ricordi”,

il cui ricavato sarà interamente destinato alla ricostruzione della scuola di Arischia (frazione de L'Aquila).

Perchè un libro sul sisma

Il testo, scritto da Massimiliano Magozzi, e curato da Florinda Barbuto, narra del terremoto attraverso le testimonianze di tutti coloro che il terremoto lo hanno vissuto in prima persona, come vittime, come soccorritori o, molto spesso, come vittime che hanno anche svolto il ruolo di soccorritori.

Un toccante contributo scritto da Ari­schia per Arischia e che, attraverso la narrazione, consente a tutti noi di sperimentare un momento di rifles­sione per rivivere, ripensare e meta­bolizzare gli ultimi eventi che hanno caratterizzato, in senso fortemente negativo, la nostra vita.

Ad arricchire il testo, numerosi documenti ed immagini che rendono ancora più vivido questo commovente racconto.

Pensieri, lacrime e ricordi: passato, presente, futuro di una città

Massimiliano ci racconta che “ad oggi non sappiamo quale sarà il futuro scolastico dei nostri figli, non sappiamo se e quando potranno riavere una scuola, noi proveremo a far di tutto per riportare questa vita ai giovani scolaretti, ai futuri uomini. Il giorno in cui son stato chiamato per l’abbattimento della scuola è stato uno dei più tristi della mia vita; vedere il braccio pinzato di un mostro d’acciaio che picchiava sui muri, ad ogni movimento corrispondeva un crollo, a pensar bene che si voleva ristrutturare ed ora la stanno tirando giù del tutto per sostituirla con chissà cosa.

Persino il referente del Comune, Francesco, al quale Arischia e gli arischiesi devono molto per il suo lavoro, per il tempestivo intervento delle squadre di verifica e per le operazioni di messa in sicurezza e abbattimento, ha gli occhi lucidi, non parla ma la sua espressione la dice lunga, vede finire un pezzo di storia.

Ad un tratto si scorge il corridoio dove i bimbi correvano felici, qualche disegno, poi il rumore sordo, la polvere, più nulla; decenni di storia e tradizione spariscono in pochi istanti, dei molti presenti rimangono... pensieri,  lacrime e ricordi”.

A tutto questo vogliamo dar voce, con la speranza e la certezza che presto vedremo nuovi corridoi colorati dalle urla dei bambini tornati ad essere felici.

L'equipe psicosociale ASPIC

Nel testo sono presenti anche le testimonianze dei volontari dell’Equipe Psicosociale ASPIC che, sin dall'11 aprile, è stata presente presso la tendopoli di Arischia, operando sotto l’egida del Dipartimento Nazionale di Protezione Ci­vile, in collaborazione con la Colonna Mobile Molise ed in contatto con l’Ordine degli Psicologi della regione Abruzzo, le Istituzioni locali ed altri Enti e Associazioni culturali e sportive.

I volontari ASPIC hanno portato con sé i loro zaini, svuotandoli di tutte le cose su­perflue e riempiendoli con la loro professionalità e umanità, mettendosi in gioco, accettando il rischio e la sfida di quella che per molti è stata la prima esperienza in condizioni così tragiche e difficoltose, certamente lontane anni luce dalle comodità de­gli studi professionali cui psicologi e counselor sono solitamente abituati.

La formazione degli operatori dell'emergenza: un impegno costante

L’esperienza fatta in Abruzzo ha, ancora una volta, rafforzato in noi il convincimento della necessità di proseguire l’impegno nella formazione degli operatori nell’ambito del counseling in Emergenza.

Riteniamo infatti, che oggi, più che nel passato, sia necessario stimolare la crescita e la diffusione di questa cultura in modo capillare sull’intero territorio nazionale. Promettiamo a noi stessi di portare avanti il nostro impegno con l’auspicio che, al più presto, riusciremo a vedere pienamente riconosciute le figure dello psicologo e del counselor sin dalle prime fasi delle situazioni di crisi e di emergenza perché siamo convinti che la tempestività e la professionalità espressa nel “soccorso psico-sociale” deve essere pari a quella fornita attraverso il “soccorso materiale”.

Grazie Arischia

In tutte le persone che abbiamo incontrato abbiamo ritrovato la capacità di chiedere e ricevere aiuto, la disponibilità ad accogliere ed aprirsi al “forestiero” mettendolo a suo agio e facendolo “sentire a casa”. Non una casa fatta di fragili mattoni che non sanno proteggere le persone che vi abitano, bensì una casa fatta di persone con le braccia forti e un cuore grande.

Negli occhi, talora impauriti, spesso confusi, ancor più spesso arrabbiati, abbiamo riscoperto la vera essenza della “resilienza”.

Grazie di cuore a tutte queste persone che hanno fatto ricorso a tutte le proprie risorse e capacità per aiutarsi e per aiutare i propri “compagni di branda”.

Per acquistare il libro

Acquistando una copia del libro potrai contribuire anche tu alla ricostruzione della Scuola di Arischia.

Scrivici per avere informazioni o ordinare il libro.

Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons.

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