Informativa

Questo sito e/o gli strumenti di terze parti incluse in esso, utilizzano i cookie con finalità illustrate nella cookie policy. Accettando i cookie con il pulsante qui sotto, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.


Psicoterapia pluralistica integrata

Nella pratica psicoterapeutica è necessario possedere teorie su come le persone cambiano e su come si procede per conseguire gli obiettivi di un progetto terapeutico.

Nell'articolo Psicoterapia pluralistica integrata, Edoardo Giusti scrive che "non bisogna cercare la dottrina onnicomprensiva, ma piuttosto saper usare efficacemente le varie teorie". È necessario ricordare sempre che le teorie servono più agli operatori che agli utenti e che il trattamento deve essere congruo con i confini appropriati del setting (Loriedo e Acri, 2009).

L'integrazione pluralistica permette di sviluppare un approccio orientato alla realtà psichica dell’utente ed alle finalità del trattamento, selezionando interventi tecnici specifici derivanti da più modelli terapeutici (psicodinamico, umanistico, cognitivo-comportamentale).

Alcuni aspetti essenziali per la pratica

Edoardo Giusti, nel suo articolo, cerca di rispondere ad alcuni quesiti che sono emersi durante i gruppi di supervisione (Giusti et al., 2000) e i gruppi di studio da lui condotti. Ne emergono alcune indicazioni essenziali per la pratica clinica, che attraversano trasversalmente l'intero ciclo del lavoro psicoterapeutico e ne toccano i temi, le tecniche e gli aspetti centrali:

  • lo schema teorico e diagnostico differenziale,
  • la valutazione dell’aspettativa e dell’adesione al trattamento dell'utente,
  • la valutazione delle risorse individuali e di rete,
  • la facilitazione del discorso del paziente,
  • l'uso di metafore, di feedback e dell'interpretazione,
  • l'alleanza terapeutica e l’atteggiamento supportivo,
  • la capacità di affrontare le rotture dell'alleanza terapeutica,
  • la responsività empatica, il rispecchiamento affettivo e la gestione del transfert e del controtransfert,
  • la personalità dello psicoterapeuta e l’autosvelamento,
  • le tecniche di autosostegno per il paziente,
  • l'uso di tecniche immaginative e di role playing,
  • la biblioterapia e i compiti da svolgere a casa,
  • l'indicazione della scrittura e del diario per l’automonitoraggio e la cura di sé,
  • la psicoterapia di gruppo.

Leggi l'articolo di Edoardo Giusti per saperne di più.

Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons.

Commenti

Non ci sono commenti

Nessun commento a questa pagina.

Inserisci tu il primo commento usando il form qui sotto.


Aggiungi commento

Legenda Privacy

Copia il codice riportato nell'immagine.


Counseling e coaching per psicologi