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Psicoterapia, oltre gli steccati

A settembre 2011, nel corso del Congresso della Società Italiana di Psicoterapia (SIPSIC), due allieve della scuola di specializzazione ASPIC hanno vinto il concorso SIPSIC. La notizia è stata riportata sul Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri (Anno XVI, n° 10-2011, pag. 23), all'interno di un articolo dal titolo Psicoterapia, oltre gli steccati.

Il Congresso della Società Italiana di Psicoterapia

Il Congresso della Società Italiana di Psicoterapia, dal titolo “La Psicoterapia in evoluzione. Nuove idee a confronto”, si è tenuto a Roma il 21 settembre all’Università La Sapienza e dal 22 al 24 settembre presso l’Hotel Ergife. Hanno offerto il loro contributo psicoterapeuti italiani ed internazionali, 41 Scuole di Psicoterapia e 3800 delegati.

Secondo l'articolo del Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri (pag. 23), "nel Congresso sono stati trattati temi che rendono La Psicoterapia nel Villaggio Globale una delle risorse necessarie per il miglioramento della qualità della vita dell’uomo contemporaneo".

I lavori ASPIC premiati al Congresso

Ai giovani professionisti della psicoterapia sono state dedicate le sessioni poster e i paper di lavori innovativi, selezionati tra numerosi lavori di candidati di diverse scuole di psicoterapia.

Teresa Zaccariello e Grazia Maggio, specializzande al IV anno presso l'ASPIC, hanno presentato rispettivamente i lavori “Terapia dei figli e dei genitori adottivi” e “Terapia in acqua con un bambino affetto di autismo”, che si sono piazzati al primo e al secondo posto, ricevendo il premio SIPSIC.

I lavori presentati

Teresa Zaccariello, con il lavoro “Terapia dei figli e dei genitori adottivi”  ha messo in luce, in una prospettiva multidimensionale ed integrata, le dinamiche psicologiche dei tre protagonisti dell'adozione: la famiglia d'origine, l'adottato e la famiglia adottiva, soffermandosi sui problemi che affrontano i genitori e i figli adottivi nel difficile percorso dell'adozione. In questo lavoro è stata messa evidenziata l'importanza della ricerca delle radici da parte dei figli adottivi ai fini di una sana ricostruzione dell'identità personale.
 
Grazia Maggio, con il lavoro “Mondi sommersi: terapia in acqua e autismo” ha voluto sottolineare gli aspetti terapeutici dell'acqua nel lavoro con soggetti autistici attraverso la Terapia Multisistemica in Acqua (Caputo, Ippolito, Maietta, 2008). L'acqua è utilizzata come “attivatore” emozionale, sensoriale e motorio, capace di spingere il soggetto a una primordiale relazione. Dall'aggrappamento (Balint, 1991) si passa, attraverso la relazione che si crea con il terapeuta, all'attaccamento (Bowlby, 1969). L'intervento in acqua mira a modulare le emozioni attraverso la sintonizzazione e l'intersoggettività (Stern, 1987), il contenimento (Winnicott, 1979) e l'instaurarsi di una base sicura(Ainswort, 1982).

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