Cambiare la nostra quotidianità

A cura di Florinda Barbuto

Le trasformazioni ambientali, economiche e sociali cambiano la nostra quotidianità: l’importanza di imparare a gestire le crisi, affrontare i cambiamenti e sviluppare le proprie capacità resilienti.

 

Assistiamo tutti, spesso con incredulità e sgomento, ai cambiamenti profondi che coinvolgono e, talvolta, travolgono la nostra realtà quotidiana e i contesti sociali e ambientali che abitiamo.

Le certezze alle quali ci eravamo abituati ad ancorare le nostre quotidiane abitudini, giorno dopo giorno, si incrinano e vengono messe in discussione. E questo, accade su più fronti: avviene nell’ambiente dove i cambiamenti climatici globali stanno progressivamente portando ad eventi atmosferici sempre più massivi e violenti, avviene nei sistemi sociali ed economici, nei quali le sempre più frequenti criticità economiche e di mercato aumentano il divario tra componenti ricche e componenti povere che sono costrette a migrare in massa in cerca di condizioni di vita accettabili, avviene nel mondo delle organizzazioni, nelle quali, la sempre maggiore complessità dei sistemi e delle procedure aumenta in maniera significativa le problematiche di rischio per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e, più in generale, negli ambienti di vita.

I nostri sistemi ambientali, economici, sociali e organizzativi sono, dunque, costantemente attraversati da veloci fasi di cambiamento e trasformazione che, talvolta, si tramutano in criticità o sfociano in vere e proprie situazioni di emergenza e mettono a dura prova le nostre capacità di risposta sia sul piano individuale che organizzativo e collettivo.

Ognuno di noi, sempre più di frequente, corre il rischio di essere direttamente o indirettamente coinvolto in un “evento critico”, ovvero in una circostanza imprevista e, talvolta, imprevedibile che irrompe nella nostra vita come uno tsunami e ci mette di fronte a nuovi e inaspettati scenari ed alla necessità di adoperare scelte dettate dal dover affrontare inevitabili discontinuità con il nostro vissuto antecedente all’insorgere della crisi.

Quegli eventi, naturali o legati all’attività dell’uomo (ovvero antropici) che rischiano di modificare anche radicalmente il corso della nostra vita, si sono fatti sempre più frequenti e, oggi molto più del passato, pervadono la nostra quotidianità, anche per l’effetto di amplificazione ed estremizzazione prodotto dai mezzi d’informazione di massa, mettendo in discussione le nostre “credenze”, il nostro “sistema di valori” e le nostre “nicchie” di normalità.

Quanto, ognuno di noi, può essere pronto ad affrontare criticità e richieste di cambiamento così dilaganti, frequenti e pervasive?

Per meglio gestire i momenti di crisi e di emergenza, aumentare le nostre capacità di adattamento funzionale al cambiamento e riuscire a gestire adeguatamente l’incremento di ansie “strutturali” di fondo che, tutto questo, inevitabilmente genera, non abbiamo molte altre possibilità se non quella di potenziare le nostre capacità di risposta individuale, di gruppo e sociale attraverso un

aumento della consapevolezza delle proprie strategie di fronteggiamento (coping) e lo sviluppo delle proprie capacità resilienti.

La resilienza è quella capacità personale (che può essere propria anche di un gruppo, di un’organizzazione od, anche, di un intero contesto sociale) che consente di affrontare in maniera funzionale le avversità della vita, sia quelle quotidiane che, ancor più, quelle derivanti da eventi che percepiamo al di fuori dalla nostra ordinaria “normalità” e al di fuori della nostra possibilità di controllo.

Nella maggior parte dei casi è possibile migliorare e potenziare la resilienza attraverso specifici percorsi di formazione teorico-esperienziali e con la partecipazione a gruppi di crescita e miglioramento a ciò adeguatamente orientati.

In generale, un piano di ottimizzazione delle nostre capacità resilienti passa per un adeguato sviluppo delle nostre competenze emotive (come riconoscere e gestire le nostre emozioni) e sociali (come gestire le nostre emozioni nel rapporto con gli altri) e per una rinnovata competenza nell’avvalersi di nuove connessioni tra mente e corpo che possano migliorare il nostro stato di salute e benessere e agevolare le condizioni per le quali attorno a noi si formi un ambiente positivo e salutare che ci sostenga, soprattutto, nei momenti più difficili.

I fattori di comportamento che influenzano la salute ed il benessere sono stati, nel tempo, oggetto di studio da parte di diversi ricercatori. In particolare, riportiamo un elenco di sintesi dei comportamenti che si ritiene adottino le persone che posseggono buone capacità resilienti, tratto da un articolo pubblicato sulla rivista American Psychologist nell’anno 2000, dal titolo “Special Issue on Happiness, Excellence, and Optimal Human Functioning”, a cura di M.E.P. Seligman e M. Csikzszentmihalyi:

  • si lasciano infastidire meno dalle attività di routine

  • sentono di avere il controllo della propria vita e di essere in grado di agire con efficacia nei

    confronti di ciò che le disturba

  • scelgono quale azione intraprendere sulla base di un’ampia gamma di risorse interiori ed

    esterne

  • intrattengono buoni rapporti con la famiglia e gli amici

  • sanno distinguere i propri sentimenti ed esprimerli

  • si assumono la responsabilità delle proprie risposte a ciò che gli altri fanno e dicono

  • sono capaci di cambiare quando necessario

  • sviluppano abitudini di vita salutari

  • sanno trarre preziose lezioni dalle esperienze negative

  • perseguono attivamente esperienze positive e gradevoli

    Se, in questa “lista”, rintracciamo comportamenti che ci risulta di mettere già in atto, siamo sulla buona strada. In caso contrario, prendiamo in considerazione la possibilità di considerarla un buon punto d’inizio per avviare il percorso di potenziamento delle nostre capacità resilienti.

 

 

Pubblicato il 10/01/2012 alle ore 14:31

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