Gruppi di sostegno genitoriale

cuore gruppi genitoria cura di Roberta Manca

Cosa sono, perché partecipare

Essere insieme genitori più efficaci

Un figlio che si confida per un genitore che ascolta; un figlio che libera emozioni per un genitore in grado di accoglierle. Scambi equi, solidali, che cementano rapporti in un equilibrio perfetto tra logica ed emozione. Eppure così difficili!

Di fronte a questa difficoltà quotidiana, oggi noi genitori non siamo soli e possiamo condividere, possiamo confrontarci e sostenerci attraverso una rete flessibile, autentica e priva di pregiudizi.

Recentemente hanno infatti preso vita diversi esempi di interventi rivolti proprio in questa direzione, che sottolineano il ruolo della famiglia come risorsa sociale, verso la quale è necessario indirizzare specifici interventi di sostegno.

Si chiamano gruppi di sostegno genitoriale – o sostegno alla genitorialità, ovvero gruppi di coppie genitoriali o singoli genitori che, attraverso l’aiuto di un agevolatore, si mettono in discussione condividendo le loro esperienze, acquisendo competenze genitoriali, e scoprendo, molte volte, risorse personali inaspettate.

Sostenere, Promuovere, Comprendere, Incoraggiare e Prevenire

In un panorama generale gli obiettivi che questi progetti si propongono sono diversi e si parte da cinque parole chiave: Sostenere, Promuovere, Comprendere, Incoraggiare e Prevenire. In particolare:

  • sostenere la relazione genitore-bambino, favorendo l’empowerment genitoriale, la comunicazione efficace e il problem solving;
  • promuovere l’acquisizione e lo scambio delle competenze genitoriali;
  • comprendere le problematiche concernenti l’educazione dei figli, imparando ad aiutarsi reciprocamente, anche grazie la creazione di una rete di supporto tra genitori;
  • incoraggiare i genitori ad essere consapevoli delle proprie potenzialità fornendo loro strumenti che esaltino l’empatia con i propri figli;
  • prevenire i possibili momenti di crisi evolutiva.

E’ in questo spirito, sostenuto da esperienze fatte in contesti educativi e di cura nella relazione a vari livelli, che nasce la proposta di uno spazio di confronto dedicato interamente ai genitori, nel quale parlare di Regole, Educazione, di Ascolto, di Emozioni, e di altro.

Spesso i gruppi sono strutturati in un ciclo di incontri rivolti ai genitori, uno spazio di ascolto in cui condividere ansie e dubbi sul proprio ruolo genitoriale, in cui determinare le proprie risorse, individuando anche nuove strategie che migliorino il rapporto genitore-figlio.

Sono disponibili, a volte, anche dei servizi di sostegno alla famiglia (sostegno psicopedagogico) attraverso il quale poter far fronte a problemi di natura individuale, senza perdere di vista il percorso educativo a sostegno della famiglia.

Lo scambio, il confronto, l'ascolto

Fondamento di questa esperienza “auto-educativa”, rivolta essenzialmente verso una crescita personale, sono le esperienze dei partecipanti e delle loro famiglie. Tutti protagonisti della propria vita, liberi e svincolati dai pregiudizi, consapevoli che non esistono ricette o regole educative da seguire. La competenza e l’autonomia genitoriale crescono attraverso lo scambio e l’ascolto.

Ed è in questa prospettiva che dovrebbe inserirsi anche la relazione “scuola-famiglia”, scuola vista come luogo e contesto di formazione anche per i genitori. E’ auspicabile, infatti, che i progetti di sostegno alla genitorialità vengano realizzati all’interno di un sistema integrato di servizi per l’infanzia, per l’adolescenza e per la famiglia.

Per ogni genitore consapevole esiste un bambino equilibrato e felice. Sostenere i genitori attraverso un percorso emotivo determinato, significa offrire loro la possibilità di recuperare un atteggiamento positivo e incoraggiante verso i propri figli.

Roberta Manca

Psicologa, Psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione ASPIC. Specializzata in dinamiche di coppia e nel sostegno genitoriale,  è esperta nei temi inerenti l’infertilità, l’adozione e la procreazione medicalmente assistita. Da diversi anni conduce gruppi di empowerment al femminile e di drammaterapia. Si occupa, inoltre, della dipendenza da Internet, ritiro sociale e cyberbullismo.

È referente del gruppo di lavoro ASPIC PSICOLOGIA PER L'ETA' EVOLUTIVA E LA FAMIGLIA. Afferisce al Centro d'Ascolto Psicologico (C.A.P.) Gratuito di ASPIC PSICOLOGIA.

 

Pubblicato il 22/03/2017 alle ore 14:42

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