I bambini gifted: un bisogno d'aiuto trascurato

a cura di Angela Santoro

bambini gifted

Chi sono i bambini "Gifted"?

“Gifted” sono quei bambini plusdotati che hanno doti intellettive superiori alla norma.

Si pensa spesso che la definizione di alto potenziale cognitivo rimandi a qualcosa di positivo, ma sappiamo che nella quotidianità non è sempre cosi. Si potrebbe, infatti credere che i bambini ad alto potenziale non abbiano bisogno di aiuto o si potrebbe credere che dietro di loro ci siano dei genitori ossessionati per ottenere obiettivi e performance altissimi.

Perchè un alto potenziale cognitivo può essere un fattore di rischio?

Ma nulla di tutto questo corrisponde alla realtà! Sappiamo che il mancato riconoscimento di uno studente con alto potenziale cognitivo costituisce un fattore di rischio e può avere delle ripercussioni importanti sullo sviluppo emozionale e sociale.

Le frasi più frequenti risultano: è troppo irrequieto, impulsivo, distratto. Questi i commenti più  diffusi riguardo ai bambini gifted.

Il tema risulta ancora oggi poco conosciuto e si ricopre di pregiudizi e informazioni inesatte, soprattutto perché risultano pochi gli specialisti in grado di diagnosticarli.

Molto spesso questi bambini non vengono riconosciuti come tali, perché altre caratteristiche emergono in maniera più incisiva. Appaiono come alunni impazienti con difficoltà relazionali e isolati rispetto al gruppo classe o come bambini ansiosi e stressati, o ancora come bambini aggressivi o “strani”.

Questo è esattamente il focus che seguiremo, mettendo in luce la relazione tra QI elevato e problemi emotivi e comportamentali. Cerchiamo pertanto di fare luce sul tema, definendo ed evidenziando i tratti più importanti.  

Una condizione da conoscere e definire

Far riferimento ad una definizione di Giftedness risulta complesso e gli studi in letteratura partono da prospettive diverse.
Gli studiosi però sono riusciti a pervenire ad una definizione condivisa della Columbus Group risalente al 1991:

"Giftedness is 'asynchronous development' in which advanced cognitive abilities and heightened intensity combine to create inner experiences and awareness that are qualitatively different from the norm. This asynchrony increases with higher intellectual capacity. The uniqueness of the gifted renders them particularly vulnerable and requires modifications in parenting, teaching and counseling in order for them to develop optimally." (Columbus Group, 1991).

La definizione data dalla Columbus Group fa riferimento ad un livello cognitivo superiore alla norma e alla percezione intensificata che questi studenti hanno del mondo che li circonda, di come lo leggono e come lo comprendono. Per plusdotazione non intendiamo quindi soltanto una persona più intelligente o rapida nel processare un’ informazione, ma si considera una persona con una maggiore sensibilità e capacità di analisi delle situazioni alle quali si è esposti.

Lo sviluppo asincrono consiste in una precocità delle competenze cognitive, superiori per l’età, non seguite da una pari maturità emotiva e relazionale di supporto. Si tratta di bambini predisposti a vivere le situazioni in maniera più intensa a livello cognitivo, emotivo, sensoriale ed immaginativo (Daniels e Piechowski, 2008; Mendaglio, 2008).

Le caratteristiche di un bambino plusdodato

Di seguito le caratteristiche più visibili di un bambino plusdotato:

  • curiosità e voglia di conoscere questioni complesse (fa molte domande e ha tanti perché);
  • vocabolario avanzato rispetto all’età cronologica ed utilizzo di parole ricercate;
  • memoria e apprendimento molto sviluppati;
  • discrepanza tra lo sviluppo cognitivo e quello emotivo;
  • difficoltà nel riconoscere l’autorità (appaiono come bambini sfidanti);
  • problemi di relazione con il gruppo dei pari, spesso prediligono stare in compagnia degli adulti;
  • insolita profondità emotiva ed intensità dei sentimenti provati;
  • marcato idealismo e senso di giustizia già in età precoce.

Tutti questi segni non appaiono obbligatoriamente in tutti i ragazzi, perché ognuno è differente. 

Possibili problemi emotivi e sociali

La tesi su cui voglio soffermarmi riguarda i problemi sociali ed emotivi che gli studenti dotati possono sperimentare a causa della sensibilità con cui percepiscono gli eventi e che risulta avere delle ripercussioni significative sulla capacità di relazionarsi con il gruppo dei pari.

Questi problemi sociali ed emotivi risultano aggravarsi se l’ambiente non è in grado di riconoscerli.

Secondo la letteratura clinica gli studenti plusdotati presentano un’elevata sensibilità, intensità ed eccitabilità intellettiva ed emozionale. Tutte queste caratteristiche possono costituire reali fattori di rischio per l’insorgere di problematiche emotivo-comportamentali (Carrie, 2011; Shahzad & Begume, 2010).

È noto che l’asincronia è un tratto tipico dei gifted, ma è fondamentale porre l’accento sulle ripercussioni che questa può avere sul benessere socio-emotivo.

Questi bambini infatti, percepiscono e sanno di essere differenti e di avere interessi che non sono in sintonia con quelli del gruppo dei pari.

Riferiscono una sensazione di inadeguatezza e un sentirsi rifiutati che incide in maniera significativa sul processo di adattamento all’interno del contesto scolastico. 

Molto spesso assistiamo a situazioni in cui questi bambini reagiscono in maniera aggressiva in relazione ad eventi-situazioni con il gruppo dei pari.

E a scuola?

Ma cosa fa l’ambiente scolastico? Come supporta questi ragazzi? Le difficoltà vengono riconosciute? 

Nella scuola sono necessari strumenti per individuare i bambini gifted e sostenerli. È il primo passo per migliorare le cose in futuro.

Altro punto fondamentale risulta il sostegno da dare ai genitori per poter essere preparati ad  affrontare le sfide che questi bambini pongono e non rinunciare mai ad educarli, nel rispetto della loro diversità.

Risulta necessario l’aiuto fornito dagli specialisti che hanno il compito di supportare e sostenere le famiglie e i docenti nel processo di identificazione di questi allievi.

Gli studenti gifted - non bisogna dimenticare -  hanno bisogno di un ambiente scolastico stimolante che alimenti costantemente la loro voglia di imparare e di conoscere.

Bibliografia

  • Carrie, L.B. (2011)  An examination of the relationships between Ego Development, Dabrowski’s Theory of positive disintegration, and the behavioral characteristics of gifted adolescents. Gifted Child Quarterly.
  • Daniels S., Piechowski M.M. (2008), Living with intensity: Understanding the sensitivity, excitability and emotional development of gifted children, adolescents and adults, Scottsdale, Great Potential Press.
  • www.istitutoboselli.gov.it

Per approfondire

bibliografiaBibliografia

  • Blaas S. (December 2014). The Relationship Between Social-Emotional Difficulties andUnderachievement of Gifted Students. The University of Queensland, Brisbane, Queensland, Australia.
  • Mendaglio S. (2008). Dabrowski’s theory of positive disintegration, Scottsdale, AZ, Great Potential Press.
  • Neihart M., Reis S.M., Robinson N.M.,‎ Moon S.M. (2002). The Social and Emotional Development of Gifted Children: What Do We Know?
  • Olszewski-Kubilius P., Lee S., Thomson D. (March 27, 2014). Family Environment and Social Development in Gifted Students.
  • Zanetti M.A. (2016). Una doppia difficoltà in classe: i bambini ad alto potenziale. Journal of Applied Radical Behavior Analysis.

Sitografia

Note sull'autore

angela santoroAngela Santoro, classe 1984, psicologa del benessere nel corso di vita presso la Sapienza di Roma e abilitata all’esercizio della professione, sta svolgendo attualmente una specializzazione sui Disturbi specifici dell’apprendimento. Dopo aver conseguito la laurea ha iniziato ad occuparsi  di progetti nell’ambito sociale ed educativo. Da vari anni risiede in SudAmerica dove ha lavorato per Ong locali, svolgendo varie attività come progettista, fundraiser, formatrice di gruppi tecnici e psicologa di comunità. Attualmente risiede in Perù, nella città di Lima, dove lavora come Responsabile del Servizio di Inclusione Sociale presso una scuola. Socia di ASPIC PSICOLOGIA, collabora con il Centro di Ascolto Psicologico (C.A.P.) e i servizi di consulenza psicologica in lingua madre.

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Pubblicato il 12/01/2018 alle ore 13:32

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