Il cuore degli uomini

a cura di Andrea Bernetti

il cuore degli uominiIl cuore del problema della violenza nelle relazioni affettive

Pensiamo sia giunto il momento di partire dagli uomini, dal cuore degli uomini, per avere relazioni libere dalla violenza.

In Italia il 14% delle donne ha subito violenza da parte di un partner o ex partner mentre il 30% ha invece subito una qualche forma di violenza nel corso della vita.

Quasi due donne su dieci affrontano quotidianamente il disagio di una convivenza con un compagno, un marito o un ex che può diventare violento.

Questa ampia diffusione ci dice che è un fenomeno che riguarda tutti noi, perché ci circonda ed è parte quotidiana delle nostre interazioni. Significa che, contrariamente allo stereotipo che vede la violenza come un comportamento diffuso fra immigrati e in classi sociali svantaggiate dove alcool e droga concorrono al degrado, la violenza riguarda tutte le famiglie.

La violenza ci riguarda perché alcuni di noi la agisceono, altri vivono situazioni difficili e potrebbero metterla in atto, ed altri ancora, nessuno escluso, la vedono, la conoscono, e possono fare qualcosa per fermarla.

In particolare nelle relazioni affettive la violenza può comparire, e molto più spesso di quanto si possa immaginare, perché nei rapporti d’amore non c’è mai solo l’amore, ma a volte si vive una battaglia di potere, uno scontro tra posizioni inconciliabili. Il rapporto con la partner diventa il luogo in cui scaricare tutte le frustrazioni e, protetti dalle mura domestiche, agire comportamenti socialmente inaccettabili che non avremmo mai pensato di compiere.

É quindi importante osservarsi e farsi domande, perché la violenza, specie nelle relazioni, è una comportamento possibile, che dobbiamo e possiamo evitare.

 

Ti è mai successo che

Hai sentito tanta rabbia quando stavi con la tua compagna o in famiglia?

Ti sembrava di soffocare e di sentirti non compreso, calpestato?

Ti sei sentito a disagio per alcune cose che hai detto o fatto alla tua partner/moglie?

Ti sei preoccupato che le difficoltà nel tuo rapporto potessero avere conseguenze negative sui tuoi bambini?

Lei ti abbia lasciato perché non tollerava il tuo comportamento violento, soffocante, invadente.

 

“Ho provato a convincermi che era tutto nella mente di Adriana e che tutta la questione si sarebbe calmata. Ma poi ho visto quanto Adriana si tenesse da parte e ho visto quanto anche mio figlio Luca fosse turbato” Paolo 40 anni

Spesso si è tentati di dare la colpa ad altri per quanto sta avvenendo. È bene sapere però che questo non aiuta. Occorre pensare prima di tutto a cosa ognuno di noi personalmente può fare diversamente, l’assunzione di responsabilità in prima persona per quanto sta succedendo è un aspetto fondamentale per uscire dalla violenza ed in generale per essere felici.

 

Se…..

  • hai agito violenza,
  • sei preoccupato e pensi che possa essere possibile agire con violenza,
  • conosci un uomo che agisce violenza

Allora…

  • sappi che cambiare si può e si deve
  • fai qualcosa per contrastarla
  • ricorda che la violenza non è un fatto privato, ma un problema pubblico.

Quale violenza?

Violenza sulle donne è

"qualunque atto di violenza di genere che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata". (ONU, 1993 Dichiarazione per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne).

La violenza esercitata dagli uomini sulle donne è riconosciuta oggi dalla comunità internazionale come una violazione fondamentale dei diritti umani.

Si manifesta soprattutto all'interno della relazione di coppia, nella famiglia, all'interno di luoghi cosiddetti protetti ed ha la caratteristica di infondere nell’altro sentimenti di paura e sottomissione.

È molto importante distinguere tra la condizione di conflitto  e quella di violenza all’interno della coppia.

La differenza sta nel fatto che mentre nel conflitto le due parti sono in una condizione di equilibrio di potere, in una coppia in cui c’è violenza si genera invece una condizione di sottomissione di una parte nei confronti dell’altra, sottomissione ottenuta per mezzo della paura causata attraverso la violenza.

Spesso non si è consapevoli che si sta agendo o subendo violenza, perché molti tipi di violenza non sono riconosciuti come tali. È molto importante quindi conoscerli e riconoscerli, per non agirli e non subirli.

Quali tipi di violenza?

Fisica: spinte, schiaffi, pugni, calci.

Economica: negazione dell'accesso alle risorse economiche della famiglia.

Sessuale: molestie, stupri, sfruttamento, costringere la partner ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà.

La violenza psicologica è la più sottile e difficile da riconoscere. 

Molte persone non la percepiscono come violenza, pur causando invece una forte perdita di sicurezza, di serenità e di autostima, fino ad arrivare anche ad effetti seriamente patologici, proprio per questo non deve essere sottovalutata e bisogna imparare a riconoscerla.

Ecco alcuni esempi:

  • Usare espressione o gesti di rabbia, urlare.
  • Disprezzare, svalorizzare, ridicolizzare, accusare, umiliare in pubblico, chiamare in modo dispregiativo
  • Minacciare verbalmente o non verbalmente, in modo diretto o implicito.
  • Tormentare con visite o telefonate inaspettate, seguirne gli spostamenti, controllarla continuamente, disturbare durante il lavoro.
  • Isolarla, renderle difficile vedere gli amici e i parenti anche criticandoli ed allontanandoli, farle continue accuse di gelosia.

Gli stereotipi sull'uomo

L’identità maschile è piena di stereotipi, di visioni semplificate di come dovrebbe essere un uomo, di un immaginario spesso implicito, che a volte non è facile nemmeno riconoscere, poiché costruito storicamente e presente nel profondo delle nostre conoscenze.

 “comportati da uomo”,  “un uomo non piange”,  “un uomo deve essere forte”, “l’uomo deve pensare prima di tutto al lavoro ed al successo”, “un uomo deve provvedere alla sua donna”, “in casa comanda l’uomo”gli uomini non si occupano della cura dei figli”, “l’uomo che non deve chiedere mai”, “l’uomo deve guadagnare di più della sua donna”, “l’uomo non ha bisogno di parlare”.

Gli stereotipi hanno la caratteristica di contenere qualcosa di quasi obbligatorio che si deve applicare a tutti. In tal senso “obbligano” le persone a conformarsi a quello che si deve fare per essere “un uomo normale”.  Questo ci può, talvolta, far sentire inadeguati, mai abbastanza uomini e per questo causarci sofferenza.

Succede inoltre che è molto facile pensare che a farci stare così sia la partner, la famiglia, che siano loro la causa delle difficoltà ad essere “uomo”, del dolore prodotto dagli stereotipi.

La violenza nelle relazioni affettive è, molto spesso, un comportamento che l’uomo mette in atto come reazione al dolore che si prova per effetto del confronto con questi stereotipi, scambiandolo come sofferenza inflitta dalla partner e dalla famiglia.

Una prima grande conquista è riconoscere quanto questi stereotipi influiscano sul nostro atteggiamento, sul modo in cui viviamo i nostri rapporti di coppia. La strada per il cambiamento passa attraverso la consapevolezza che ognuno può essere uomo a suo modo, libero da stereotipi.

I rapporti di coppia e il cuore dell'uomo

I rapporti di coppia sono fondamentali per la nostra felicità, amare ed essere amati ci da una sensazione di benessere e di libertà che null’altro può darci, più del successo economico e di quello sociale e lavorativo. Ma amare non è facile, richiede un cuore che si rinnova. Le difficoltà all’interno della coppia riguardano entrambe i partner, quindi, quando una coppia è in difficoltà, ognuno è chiamato a mettersi in discussione e cambiare.

Pensiamo però che in questo momento “Il cuore dell’uomo” sia “il cuore del problema”, perché solo a partire da esso si affronta radicalmente la violenza contro le donne, solo dando la libertà all’uomo di riconoscere i propri sentimenti e trovare il modo migliore per esprimerli e viverli nelle relazioni, possiamo costruire rapporti liberi dalla violenza, perché siamo certi che l’uomo sia molto di più, più complesso e profondo, dell’immagine stereotipata offerta anche dai mass media.

Parlare al cuore dell’uomo, dare finalmente voce ai sentimenti di tutti gli uomini, al bisogno prendersi cura degli altri e di avere relazione piene, è la strada che noi conosciamo per avere uomini e relazioni migliori, più felici.

Perchè cambiare

Molti pensano che gli uomini che agiscono violenza contro le donne siano dei “pazzi”, dei “malati”, o addirittura dei “mostri” e che non potranno mai cambiare. Spesso si dice “chi nasce tondo non può morire quadrato”. Invece i fatti ci dicono che la maggior parte degli uomini che sono violenti con la loro compagna, per tutti gli altri aspetti della loro vita sono normali. Non sono solo i “mostri” ad agire violenza, l’esperienza ci insegna che la violenza è possibile in ogni uomo, anche per chi non l’ho avrebbe mai immaginato, ma anche che, fortunatamente, non è inevitabile: abbiamo sempre un’alternativa, possiamo cambiare, la felicità è possibile

Se si vuole essere un partner, un padre migliore, si può cambiare, ma si deve scegliere di cambiare!

 

Perché farlo?

  • Per scoprire che non si è un mostro e che si può avere un rapporto sano e di sostegno con la propria partner;
  • Per dare la possibilità alla propria compagna di vivere una relazione libera dalla violenza e dalla paura;
  • Perché i figli possano avere un padre in cui riconoscersi e non un padre da cui avere paura e di cui vergognarsi, perché non debbano divenire anche essi violenti.

 

“Incontrare altri uomini nella mia stessa situazione, mi ha fatto capire che non ero solo io ad affrontare questi problemi” Marco

“Non sono più terrorizzata quando sento che rientra a casa” Luisa

“Adesso posso invitare le amiche a casa” Sara (12 anni)

Andrea Bernetti

Psicologo e psicoterapeuta. Presidente e fondatore dell’associazione Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Roma (CAM Roma) con cui ASPIC PSICOLOGIA collabora negli interventi finalizzati nella lotta alla violenza contro le donne. Collabora con cooperative, associazioni ed enti locali nell’erogazione di interventi clinici individuali, di coppia e di gruppo rivolti alla famiglia, alla coppia, specie riguardo al problema dell’alta conflittualità  e della violenza. Fa parte del gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’attuazione e la revisione del piano nazionale straordinario sulla violenza di genere. Svolge, oltre all’attività clinica, attività di docenza e di supervisione in ambito psicologico e sociale.

Pubblicato il 20/03/2017 alle ore 13:30

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