La seduzione: un gioco "vitale"

seduzioneA cura di Roberta Manca

Pensando alla seduzione, sono tante le sensazioni che se ne traggono: dolcezza, gioco delle parti, arte personale e innata nel metterla in atto (e queste sono solo alcune – le prime - delle sue caratteristiche positive che vengono spontanee da accostare al fenomeno). Pensandoci a mente più fredda e lucida penso che sia  soprattutto giusto affermare quanto la seduzione possa accostarsi mentalmente a una sorta di esperienza magica, di assoluta e primaria importanza nella nostra esistenza.

Una “energia vitale” che per  essere vissuta deve essere svuotata dai significati ingannevoli dei quali è stata caratterizzata nel corso della storia, non esclusivamente orientata alla mera attrazione fisica, ma rivolta anche verso la conquista di una nuova amicizia, un rapporto di lavoro, la realizzazione di un desiderio. 

Un’arte o un istinto?

L’atto del “sedurre” è  solo in parte istintivo, in quanto riveste un’abilità che si acquisisce “solo vivendo”.

Lo spiega bene J.C. Hagège, linguista francese, quando afferma che “diventare seducenti rappresenta una conquista personale che ha inizio con l’audacia di essere sé stessi”. Quindi, la si può paragonare a una profonda passione da vivere e ad un’arte irripetibile che chiede di essere cercata e (ri)scoperta attraverso la quale possiamo trovare, inventare e mettere in atto nuove e sorprendenti modalità di comunicazione.

Del resto, alla base di tutto è insita la capacità di attrazione come patrimonio genetico comune a tutti, a partire dalla nascita: basta osservare un bambino per rendersi immediatamente conto delle qualità seduttive che gli sono insite nel sorridere, nel piangere, nell’aggrapparsi fisicamente ai suoi genitori nel momento del bisogno d’attenzione: tutti comportamenti finalizzati ad assicurarsi la cura, la vicinanza e la protezione, oggi di mamma e papà, in un futuro prossimo venturo di un suo simile di sesso diverso (e non solo). 

Il “fenomeno seduzione” è uno stato di grazia dentro sé stessi esprimibile in termini di capacità nel contatto con l’Altro.

Una danza

I due soggetti protagonisti di questo autentico palcoscenico della vita - il seduttore e il sedotto - si trovano immersi in una “danza” durante la quale non sono contemplati limiti di età o di sesso, di tempo o di spazio.

Fra loro si verifica un intreccio relazionale nel quale la mente e il corpo si avviano gradualmente all’incontro in un contesto altrimenti irripetibile: i loro sensi  governano il timone del nostro mare emotivo in un crescendo durante il quale la vista, l’olfatto e il gusto diventano le personalissime “mappe” per vivere, suscitare e scatenare emozioni uniche, sempre diverse in contesti del genere.

Quando seduciamo o accettiamo di essere sedotti dall’altro ci mettiamo totalmente in gioco; verrebbe da dire “quasi a nudo regalandoci qualcosa di inaspettato, ma (in)coscientemente cercato fin dal primo momento del contatto: chi viene sedotto viene piacevolmente distratto  e portato fuori dalla strada che percorreva in precedenza riuscendo difficilmente ad opporre resistenza alla persona che seduce, anche semplicemente perché vi si lascia trasportare.

Ecco quindi che avviene il miracolo dovuto ad uno sguardo sapiente capace di catturarci inaspettatamente, esperto nel sovvertire “l’ordine” della nostra vita: un incontro in grado di rapirci, emozione da vivere sulla pelle, piroetta delicata e irrefrenabile condita sapientemente da un mix di paura e desiderio.

Un'esperienza psicologica

In una dimensione più psicologica la seduzione è occasione che ci permette di entrare in contatto con aspetti della nostra personalità che, forse, non avremmo mai conosciuto.

L’Altro può catturarci e può essere capace di catalizzare il nostro volere intimo, soprattutto grazie al fatto che quasi improvvisamente non ci ritroviamo più soli (se ci sentivamo tali) e questo solleva, coinvolge e condivide: quando questo si verifica il tutto si amplifica ed emerge prepotentemente nei momenti di mancanza dell'Altro: il desiderio si incendia e l'incantesimo magico della seduzione si realizza.

E’ importante tenere conto che all’inizio è l’attrazione fisica che spinge il seduttore e il sedotto l’uno verso l’altro, a farlo in seguito sono le affinità elettive a creare i confini relazionali, ed è questa la giusta e corretta evoluzione del fenomeno, se questo deve connotarsi in maniera duratura.

Sono molti gli studiosi che hanno cercato di individuare le fasi che caratterizzano il processo seduttivo.  Ad esempio, secondo l’antropologo britannico Morris (1971) il gioco della seduzione è scandito da otto fasi specifiche sequenziali.

Vediamole nel dettaglio.

  • Prima fase: è quella riferita al momento dedicato alla scelta “di chi” vogliamo sedurre;  in questa fase è necessario pianificare strategie ed escogitare un vero e proprio “piano” con l’obiettivo di avvicinarsi al “primo contatto”.  Per esempio, possiamo pensare a uno scambio di occhiate che possa sembrare solo apparentemente causale, ma l’obiettivo è esattamente opposto; pertanto, prima di tutto guardiamoci intorno e scegliamo chi vogliamo sedurre: l’occhiata strategica ne sarà poi la logica conseguenza.
  • Seconda fase: in questo ulteriore momento di approccio possiamo far notare il nostro interesse in modo più esplicito, magari rivolgendo lo sguardo più frequentemente verso chi abbiamo scelto e sorridere.  
  • Terza fase: se il nostro sorriso è stato accattivante e il nostro sguardo intrigante e ci vediamo ricambiati, andiamo verso... l’obiettivo con l’intento chiaro di fare la sua conoscenza.  Se a quel punto la scelta fatta non ci sembra azzeccata (a volte succede) siamo ancora in tempo a “tornare sui nostri passi”, senza che nessuno si offenda o ne risenta.
  • Quarta fase: invece se, al contrario, confermiamo la scelta, il gioco di sguardi si fa più intrigante e fortemente piacevole. Vogliamo avere la certezza di piacergli? Guardiamo le pupille dei suoi occhi: se si dilatano è segnale incontrovertibile ancorché inconsapevole di attenzione, sia in chi invia il messaggio che per chi lo riceve. Infatti, quando il cuore accelera, le gambe tremano e le pupille si dilatano la responsabilità è dell’adrenalina, un neurotrasmettitore che ha l’obiettivo di comunicare interesse e attrazione.
  • Quinta fase: dopo aver condiviso un “accordo” - il più delle volte tacito - procediamo nell’incontro attivando i sensori del tatto, toccandoci vicendevolmente. All’inizio potranno essere brevi sfioramenti, ma se la scintilla dell’attrazione così si è accesa il primo contatto fisico, anche se breve, assumerà una forte intensità.
  • Sesta fase: è quella definita del “fianco a fianco”, il momento del contatto fino a quel momento più intimo, nel quale i corpi si avvicinano e si toccano. Possiamo provare ad avvolgere chi abbiamo “contattato” con esiti finora così positivi con un abbraccio delicato, e vedere cosa accade.
  • Settima fase: è quella dei baci e abbracci, e avviene quando il contatto si fa più intimo e coinvolgente.
  • Ottava fase: possiamo arrivare alle carezze sulla nuca, parte del corpo particolarmente vulnerabile: se siamo arrivati fin qui, è evidente una buona dose di intimità e di fiducia reciproca.

E la sessualità quando arriverà, sempre che succeda, a corollario di questa “danza” complicata ma naturale se condotta in modalità corretta e rispettosa da entrambe le parti?

Solitamente, questo è l’ambito che “entra in scena” e si esprime nello step successivo, comunque dopo aver giocato in “maniera pulita” tutte le carte a disposizione dei due protagonisti.

Occorre sempre ricordare, però, che solo nel caso in cui nella relazione vengano appagati al meglio i bisogni emotivi dell'Altro si potrà procedere alla costruzione graduale di un legame fisico e sessuale forte e profondo, e si offrirà così a sé stessi - e all'Altro da me – una nuova possibilità di vita.

Che poi è parte essenziale proprio del vivere stesso di ogni individuo: in fondo, senza seduzione il nostro vivere non potrà definirsi del tutto completo e appagato, monco di una parte fondamentale in termini di forza vitale, batticuore e sensorialità emotiva.

Bibliografia di riferimento

  • Giusti E. (2009), Seduzione e Persuasione, Sovera Editore
  • Anolli L. ( 2009), La seduzione, Editori Laterza, Roma
  • Carotenuto A., (1996), Riti e miti della seduzione, Bompiani, Milano

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Note sull'Autore

roberta mancaRoberta Manca. Psicologa, Psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione ASPIC. Specializzata in dinamiche di coppia e nel sostegno genitoriale,  è esperta nei temi inerenti l’infertilità, l’adozione e la procreazione medicalmente assistita. Da diversi anni conduce gruppi di empowerment al femminile e di drammaterapia. Si occupa, inoltre, della dipendenza da Internet, ritiro sociale e cyberbullismo.

È referente del gruppo di lavoro ASPIC PSICOLOGIA PER LA FAMIGLIA e ASPIC PSICOLOGIA PER LA COPPIA. Afferisce al Centro d'Ascolto Psicologico (C.A.P.) Gratuito di ASPIC PSICOLOGIA.

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Pubblicato il 24/11/2017 alle ore 15:32

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