Quando la casa diventa un ring

conflitto genitori figliA cura di Roberta Manca

Genitori competenti nella gestione del conflitto

Un post-it sul frigorifero recita: “Non hai avuto modo di scegliere i genitori che ti sei trovato, ma puoi scegliere quale genitore essere” (M.W.E). E proprio nel mezzo di una discussione, di un litigio, di un dissapore, il tuo sguardo cade sul quel post-it e inizi a contare piano piano, rifletti e respiri.

Cerchi di mantenere la calma perché non vuoi aggredirlo, non vuoi giudicarlo per l’ennesimo sbaglio... insomma non vuoi essere quel genitore lì, quello che probabilmente ha ispirato l’aforisma di M.W. E. su quel foglietto giallo.

Rabbia e delusione

Rabbia, frustrazione, impotenza, delusione sono facce delle stessa medaglia, la stessa medaglia che pende al collo di genitori e figli.

La tua rabbia per l’ennesima bugia che ti rifila è la sua rabbia perché non lasci che si spieghi; la tua frustrazione per l’evidente sotterfugio è la sua frustrazione perché tanto non gli credi; la tua delusione è la sua. Il tuo sconforto è il suo: tu e lui tanto diversi e allo stesso tempo simili nel “confronto-scontro-incontro” del conflitto.

L'inevitabilita e l'utilità del conflitto

Quando differenti obiettivi, diverse personalità e diversi momenti evolutivi si incontrano, il conflitto è inevitabile. Ma è in questa guerra a colpi di amore che può nascondersi una nuova e potente funzione evolutiva, capace di trasformare l’ostilità in forme collaborative che centrino la soluzione.

Sono pochi però i genitori che riescono ad accettare il conflitto come parte integrante del vivere, non sempre riconducibile ad eventi di natura sfavorevole. Molti di loro infatti vivono questi momenti come qualcosa da evitare, qualcosa che non esiste, a volte inaccettabile, talmente “pericolosa” da dover essere resa invisibile.

Con l’arrivo dell’adolescenza, poi, quando il dissidio diventa una costante, una esigenza evolutiva, alcuni genitori si arrovellano - confusi e spauriti - su come risolvere la situazione in modo costruttivo, cercando, a volte, soluzioni veloci, perché a quel punto non c’è più tempo, e l’urgenza scandisce i tempi della relazione. Alcuni giungono alla psicoterapia come l’ultima spiaggia, l’ultima possibilità, cercando un lieto fine.

Quando invece il rapporto genitori-figli vive e si evolve pungolato costantemente da confronti e conflitti, si è allenati a trasformare questi colpi di amore in esperienze costruttive, che forniranno ai ragazzi un buon mezzo per affrontare la vita.

Genitori efficaci

Un buon esercizio per imparare a gestire in modo positivo le discussioni è quello che suggerisce Thomas Gordon nel suo testo del 1970 intitolato “Genitori Efficaci, Educare figli responsabili”, nel quale mette l’attenzione su un metodo per risolvere il conflitto “senza perdenti” o “Metodo III” (io vinco, tu vinci).

In pratica l’attenzione di genitori e figli si sposta congiuntamente sul nocciolo del problema e la risoluzione di quel conflitto influirà sul loro rapporto futuro in maniera sana e appagante. Quindi se genitori e figli non subiranno sopraffazioni, cercheranno di rispettare i diritti dell’altro, trovando una soluzione che non comporterà né vincitori, né vinti.

Genitori e figli traghetteranno uniti il mare del conflitto e si sforzeranno di trovare insieme la soluzione più corretta ed entrambi la sosterranno e la rispetteranno.

E così il figlio, il cui ruolo è stato determinate per la risoluzione del dissidio, sarà stimolato a mantenere quanto stabilito proprio perché determinato anche da una sua decisione.

La responsabilità di dover essere coerente infatti aumenta la possibilità che la scelta compiuta venga mantenuta.

Banditi quindi sia l’autoritarismo o “Metodo I” che il permissivismo o “Metodo II”, fondati entrambi su un rapporto di potere dove l’uno o l’altro, genitore o figlio, a seconda dei casi, escono sempre sconfitti.

E’ necessario raccogliere la sfida, credere nei propri figli, stupirsi di fronte a loro, impegnarsi con loro nella soluzione del conflitto senza ricorrere al potere o all’autorità del vincere mettendo da parte l’altro: un impegno autentico tra due esseri umani, degni entrambi di essere amati.

Bibliografia

  • Benedetto L. (2008), Il Parent Training: Counseling e Formazione per genitori, Ed. Carocci, Milano.
  • Gordon. T. (1970), Genitori Efficaci, Educare figli responsabili, Ed. La Meridiana, Bari
  • Goleman D. (1995), Intelligenza emotiva, che cos’è perché può renderci felici, Ed. RCS, Milano
  • Gottman J. con J. De Claire, (2001) Intelligenza Emotiva per un Figlio, Ed. RCS Libri, Milano

Roberta Manca

Psicologa, Psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione ASPIC. Specializzata in dinamiche di coppia e nel sostegno genitoriale,  è esperta nei temi inerenti l’infertilità, l’adozione e la procreazione medicalmente assistita. Da diversi anni conduce gruppi di empowerment al femminile e di drammaterapia. Si occupa, inoltre, della dipendenza da Internet, ritiro sociale e cyberbullismo. Afferisce al Centro d'Ascolto Psicologico (C.A.P.) Gratuito di ASPIC PSICOLOGIA.

Info e contatti

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Pubblicato il 14/04/2017 alle ore 12:47

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