Stephen Hawking: uomo di scienza, con la sua carrozzina

a cura di Giorgia Scarpitti

“Nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ma ogni singolo individuo ha una propria personale misura del tempo, che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo." (Stephen Hawking)

Le parole di Hawking ci sono di grande riflessione per cogliere un prezioso elemento che si esprime nella relazione con l'altro, la soggettività. Ogni individuo, nella sua unica espressione di sé , è diverso da qualsiasi altro essere al mondo. Non esiste il tempo giusto o una regola unica ed universale per esprimersi, esiste la relatività. Ognuno ha il suo tempo interiore, le proprie abilità e fragilità, ognuno possiede in sé un modo di esprimersi, di ragionare, di sentire, di agire, diverso, unico, relativo. 

Alla morte di Stephen Hawking, nel web ha iniziato a circolare questa immagine.

Stephen Hawking

È un'immagine forte che suscita riflessioni.

Una riflessione molto interessante arriva dal blog Witty Wheels gestito da due sorelle, Elena e Maria Chiara.Siamo due sorelle in carrozzina”. Queste sono le parole con cui Elena e Maria Chiara scelgono di presentarsi nel loro blog che si focalizza, utilizzando una loro espressione, “sulle questioni legate alle disabilita’ fisiche, perché sono quelle che conosciamo meglio”. Già dalla loro presentazione è possibile cogliere la determinazione del loro modo di esprimersi, chiaro, diretto, profondo, senza peli sulla lingua. Questi elementi si ritrovano nell’importante testimonianza scritta da Elena. L’articolo ci ha colpito per la chiarezza con cui Elena ha colto l’essenza di una questione complessa ed abbiamo scelto di condividerlo perché, secondo noi, vale la pena di essere letto.

Condividiamo il pensiero di Elena, come lei, pensiamo che un'immagine come quella girata su internet dopo la morte di Hawking, possa distogliere l’attenzione dalla persona e condurre lo sguardo dell’osservatore solo su una parte dell’uomo. L’immagine mostra un uomo che cammina libero e che si lascia alle spalle la manifestazione della sua disabilità, la carrozzina, come se questa dimensione fosse stata di per sé totalizzante e limitante per vivere pienamente la sua esistenza, una zavorra da cui solo la morte lo ha liberato. Quest'immagine porta in figura la disabilità di Hawking e sullo sfondo l'uomo, come se le due cose fossero separate, scisse, come se fondendole, integrandole non si potesse esprimere un'immagine di libertà. Hawking era uno uomo che attraverso l'ascolto e l'accoglienza del ritmo del suo tempo personale, il dove stava ed il come si stava muovendo, si è realizzato come grande scienziato. L'esperienza della disabilità, se pur faticosa, non gli ha impedito di far emergere ed esprimere liberamente tutto il suo potenziale, le sue abilità.

"Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi." S.H.

È diventato un grande uomo di scienza grazie anche alla sua disabilità. E la carrozzina, raffigurata in questa immagine come una catena che lo ha bloccato nella sofferenza, ha rappresentato, in realtà, per lui, uno dei tanti strumenti, un mezzo, per raggiungere e realizzare i suoi obiettivi.

Non esistono etichette sociali in grado di rappresentare la persona nella sua essenza e totalità, senza, di per sé, limitarne l'espressione di ciò che è. Ogni individuo, oltre la specifica dimensione che vive e l'individuale modalità di esprimere ciò che sente, è una persona. Questa è l’unica “etichetta” realmente importante da utilizzare nella relazione con l’altro. Per entrare davvero in contatto con una persona è necessario lasciare la lente di ingrandimento che ci porta a guardare l’individuo attraverso uno sguardo parziale, per parti. Così, come ci suggerisce l’approccio della terapia della Gestalt che “considera la persona in una prospettiva olistica, pone attenzione alla mente ed al corpo, alle emozioni, alle cognizioni ed ai comportamenti e all’ambiente” (Yontef, 1998, cit. in Giusti E., Montanari C., Iannazzo A.,2004), è importante cambiare prospettiva ed abbracciare l’altro nella sua interezza, con la molteplicità di aspetti, contraddizioni, potenzialità, fragilità, risorse che lo caratterizzano. Questa prospettiva offre l’occasione di portare alla luce ogni aspetto della persona, integrandolo in un'unica immagine dalla quale è possibile accogliere e contattare pienamente l’essenza dell’altro.

Da qui, l’immagine che rimarrà di Hawking è di un uomo, che ha dedicato gran parte della sua esistenza alla ricerca, alla scienza, divenendo uno fra i più autorevoli fisici teorici al mondo.

Bibliografia

Giusti E., Montanari C., Iannazzo A. (2004, seconda edizione), “Psicoterapie Integrate. Piani di trattamento per psicoterapeuti con interventi a breve, medio e lungo termine”. Masson, Milano.

Note sull'autore

giorgia scarpittiGiorgia Scarpitti, referente dell'area ASPIC PSICOLOGIA PER LA DISABILITÀ. Psicologa, psicoterapeuta in formazione presso la Scuola di Specializzazione ASPIC. Da anni collabora con strutture che si dedicano al supporto e al sostegno della disabilità fisica e psichica alimentando ed arricchendo una visione personale riguardo l'area della disabilità . Nell’attività professionale accompagna la persona verso l'autonomia, l'indipendenza e l'autorealizzazione. Struttura attività in gruppo con il fine di incrementare l’autostima personale, aumentare l’autoefficacia e promuovere la condivisione e l'integrazione tra gli individui per migliorare il benessere e la qualità nelle relazioni interpersonali.

Pubblicato il 31/03/2018 alle ore 16:46

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