Adolescenza e sostanze psicoattive

 


Pamela Serafini, nell’articolo ASPIC di aprile, analizza gli aspetti psicologici legati all’uso di droga da parte dei giovani e l’efficacia dei programmi di prevenzione.

Tendenze attuali nell’uso di sostanze

In Europa il consumo di cocaina è in progressiva crescita. Nell’ultimo anno 3,5 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni ne hanno fatto uso. La cannabis è la sostanza più diffusa e circa 4 milioni di persone la consumano quotidianamente. Per quanto riguarda le nuove droghe, l’Osservatorio europeo segnala che sono state individuate nuove sostanze molto pericolose, dagli effetti euforizzanti ed eccitanti, assunte come inalanti o pasticche.

In Italia il consumo di cocaina riguarda il 3,2% dei giovani. È una delle percentuali più alte dopo la Spagna (5,2%) e la Gran Bretagna (5,4%) (Fonte: Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze - EMCDDA).

Tossicodipendenti e consumatori

È necessario effettuare una distinzione fra i consumatori di sostanze psicoattive. I tossicodipendenti “veri” hanno bisogno della sostanza e non possono farne a meno, la loro vita ruota attorno alla droga. Contemporaneamente c’è una fascia di giovani che “consuma” droghe, ma non può essere considerata dipendente perché riesce a mantenere un controllo sulla propria vita.

Affrontare i compiti evolutivi

Si può pensare di leggere dietro alla scelta di usare una sostanza stupefacente un tentativo di evadere da una serie di vissuti nuovi, spesso ingestibili, legati ai numerosi compiti evolutivi con cui l’adolescente inizia a confrontarsi (Ciannella, 2007).

L’adolescente deve anche imparare a gestire le emozioni legate ai cambiamenti del proprio aspetto fisico connessi ad una progressiva maturazione sessuale. L’adolescenza è anche il periodo in cui cambiano i rapporti con l’altro sesso, compaiono i primi amori e gli approcci alla sessualità, con nuove ansie da gestire.

Purtroppo la scarsa autoconsapevolezza porta il giovane a ricercare frequentemente all’esterno una definizione di sé. Spesso il gruppo dei pari fornisce dei modelli di comportamento, dei ruoli da assumere, dei codici a cui adeguarsi, dei personaggi da inscenare, un linguaggio condiviso.

Trasgressione delle regole

Spesso la trasgressione delle regole diventa il mezzo che si usa come sfida per affermarsi contrapponendosi ai rigidi, antichi e perbenisti schemi genitoriali. La trasgressione può assumere le forme più varie, dall’abbigliamento, ai piercing, ai tatuaggi, al fumare sigarette, all’uso di alcool, alla guida spericolata, al consumo di “sostanze proibite”.

È stato riscontrato che le sostanze stimolanti che migliorano la prestazione sono quelle scelte più frequentemente dai giovani (Borello, 2008). La sostanza stimolante, anche se consapevolmente dannosa, aiuta e sostiene laddove il limite costringe a fermarsi, potenzia il piacere e il divertimento di una “normale”serata spensierata, stordisce e quindi svuota la mente da contenuti forse difficili da gestire, rende i colori dei vissuti emotivi più intensi di quelli che normalmente sono nel quotidiano.

Programmi di intervento

Alla luce di tutto questo, quali possono essere gli interventi di prevenzione dell’uso di sostanze veramente efficaci? È questa la domanda che si pone Pamela Serafini nel suo articolo.

Da alcune ricerche, infatti, è emerso che le campagne pubblicitarie che fanno “terrorismo” non solo sono inefficaci, ma paradossalmente possono indurre al consumo. Al contrario, i programmi di prevenzione basati sull’insegnamento delle life skills sono maggiormente efficaci nel ridurre il consumo di droghe e alcol da parte dei giovani rispetto agli interventi che danno esclusivamente informazioni.

Leggi l’intero articolo per saperne di più.

Pubblicato il 17/04/2009 alle ore 07:00

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