Aspettative del cliente e alleanza di lavoro

È online la recensione di un articolo di Patterson, Uhlin e Anderson che indaga il modo in cui le aspettative del cliente, riguardo al proprio ruolo in terapia, influenzano l’instaurarsi di una buona alleanza di lavoro.

L'alleanza di lavoro

L'alleanza di lavoro rappresenta "la qualità e la forza della relazione collaborativa tra cliente e terapeuta" (Horvarth e Bedi, 2002, p.41). Include il legame affettivo tra i due, l'accordo sugli obiettivi terapeutici e sulle strategie per raggiungerli.

Alcuni studi hanno già indagato il legame tra l'alleanza terapeutica nelle prime sessioni e i seguenti risultati della psicoterapia. La potenzialità di questa caratteristica è la possibilità di poterci lavorare già dalle prime sedute.

Le aspettative del cliente

Prima ancora che sulla terapia, le persone hanno delle aspettative sul proprio ruolo e su quello del terapeuta. Alcune ricerche, infatti, dimostrano che gli incontri interpersonali degli individui tendono a conformarsi ad aspettative precedenti (Greenberg, Constantino e Bruce, 2006). Patterson, Uhlin e Anderson propongono, quindi, di indagare la relazione tra le aspettative di ruolo prima del trattamento e l'alleanza di lavoro dopo la terza seduta, in un setting clinico naturale.

L’importanza delle aspettative del cliente

I risultati ottenuti da Patterson, Uhlin e Anderson indicano che le aspettative sul proprio ruolo in terapia sono in grado di predire la forza dell’alleanza terapeutica. A quanto pare, sono le dimensioni “personali” delle aspettative di terapia ad avere i maggiori effetti sull’alleanza di lavoro. I clienti che si aspettano di assumere degli impegni e delle responsabilità durante il lavoro terapeutico, sono quelli più capaci di stabilire una salda alleanza.

Implicazioni per la pratica: costruire una buona alleanza

Questo studio contribuisce a chiarire quali aspettative sono in grado di predire l’instaurarsi di una buona alleanza di lavoro già dalle prime sedute. Visto il ruolo fondamentale dell’alleanza nel predire i risultati della terapia, l’articolo di Patterson, Uhlin e Anderson presenta delle interessanti implicazioni per la pratica clinica, che vanno al di là dell’orientamento del terapeuta e possono essere prese in considerazione dai professionisti di ogni approccio.

Per saperne di più, leggi le recensione completa dell’articolo.

Pubblicato il 13/03/2009 alle ore 07:00

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