Bugie

A chi non è mai capitato di dire una bugia? Si possono dire bugie per ottenere qualcosa, per noia, per prenderci gioco di qualcuno, ma dietro alla bugia può esserci di più. Alcuni autori, infatti, sottolineano che il mentire “eccessivo” può essere il sintomo di difficoltà di adattamento e relazione con gli altri.

Bugiardo patologico e bugiardo compulsivo

Il dottor Alessandro Pedrazzi, ad esempio, riporta una suddivisione dei bugiardi in due categorie:

  • il bugiardo patologico: colui che mente incessantemente per ottenere qualcosa, senza riguardo per gli effetti della sua azione. Si tratta di persone spesso manipolative ed autocentrate.
  • il bugiardo compulsivo: colui che mente per abitudine. La bugia compulsiva in genere si sviluppa nell'infanzia e in ambienti familiari in cui la menzogna è necessaria. Non mente per raggiungere un fine specifico; mente semplicemente per abitudine e soprattutto perché mentire lo fare stare meglio di quanto starebbe dicendo la verità.

Pseudologia

Se alla menzogna crede lo stesso autore, per Haenseller si tratta di pseudologia, la tendenza abituale e inconsapevole a inventare bugie allo scopo di destare ammirazione ed interesse negli altri. Ne sono vittima delle persone apparentemente sicure, ma che hanno in realtà bisogno di rassicurazioni e conferme. Secondo Haenseller, la pseudologia è un meccanismo di difesa anticonflittuale che consente di respingere un avvenimento ambivalente, trasformandolo in un evento gratificante.

Menzogna e cervello

La ricerca di Yaling Yang

Alcuni studi hanno dimostrato che, quando una persona mente, la zona della corteccia prefrontale (dove si pensa siano situate le informazioni morali ed il senso di rimorso) entra in forte attività.

Il British Journal of Psychiatry riporta un lavoro in questo campo condotto alla University of Southern California da Yaling Yang ed altri (2007). Sono stati sottoposti a risonanza magnetica 12 soggetti bugiardi patologici (discriminati attraverso test psicologici, interviste e rapporti dei loro datori di lavoro), 16 con sintomi da personalità antisociale e 21 soggetti di controllo, che non presentavano le due caratteristiche in esame.

I risultati

I risultati hanno evidenziato che nei bugiardi patologici la zona della corteccia prefrontale è proprio diversa strutturalmente: più materia cerebrale bianca e meno grigia, sia rispetto ai soggetti di controllo che a quelle con disturbi sociali.

100 motivi per dire una bugia

I risultati possono essere interpretati in diversi modi. Potrebbe significare, secondo alcuni, che i bugiardi hanno più interconnessioni tra cellule nervose, ma meno neuroni per immagazzinare concetti morali. D'altro canto, meno materia grigia, proprio nella zona cerebrale dedicata al senso di rimorso e all'onestà, significa avere meno freni inibitori. Un’altra possibilità è che i soggetti abbiano meno materia grigia in quella zona perché hanno interiorizzato meno concetti morali oppure perché una predisposizione fisiologica è stata acuita dall’esperienza di vita.

Sul forum ASPICommunity il dibattito è aperto, nella discussione “100 motivi per dire una bugia”. Cosa ne pensate? Le bugie sono il risultato della conformazione del nostro cervello? Vi è mai capitato di conoscere bugiardi patologici o compulsivi?

 

Bibliografia

Galimberti U., de Quevedo M. E. G. (2002) Diccionario de Psicología, Siglo XXI.

Yang Y., Raine A., Lencz T., Lacasse L., Colletti P., Toga A. V. (2005) Prefrontal white matter in pathological liars. British Journal of Psychiatry, 187, 320 –325.

Yang Y., Raine A., Narr K. L., Lencz T., Lacasse L., Colletti P., Toga A. V. (2007) Localisation of increased prefrontal white matter in pathological liars, British Journal of Psychiatry, 190, 174-175.

Pubblicato il 26/01/2009 alle ore 07:00

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