Cominciare con il piede giusto

Una psicoterapia efficace poggia su una base solida, che va costruita già dal primo contatto con il cliente. Questo è quanto affermano Jared DeFife della Emory University e Mark J. Hilsenroth (2011), della Adelphi University nell'articolo Starting Off on the Right Foot. Come cominciare con il piede giusto una psicoterapia, infatti, è il tema centrale della loro rassegna, recensito nella sezione Ricerca Scientifica di aspicpsicologia.org. La rassegna è centrata sui momenti iniziali del processo terapeutico, dove viene indagata l'influenza dei fattori comuni delle psicoterapia sugli effetti del trattamento. 

I fattori comuni

I fattori comuni delle psicoterapie sono gli elementi terapeutici non specifici dei modelli teorici, sono cioè gli aspetti simili nei diversi orientamenti e tra le varie scuole di psicoterapia che sembrano contribuire al successo del trattamento.

DeFife e Hilsenroth hanno identificato tre principi terapeutici comuni: aspettative positive sull'esito trattamento, chiarezza dei ruoli nella relazione clinico-cliente e formulazione di obiettivi collaborativi. Questi tre fattori possono essere presi in considerazione e curati da qualsiasi psicoterapeuta al fine di sviluppare tecniche utili alla sua pratica clinica basandosi sulle evidenze scientifiche.

Le aspettative del cliente

Le aspettative del cliente rappresentano uno dei principali fattori comuni della psicoterapia (Eig e Weinberger, 1999) e sembrano influenzarne i risultati stessi, condizionando il cambiamento terapeutico.

Le aspettative del cliente sembrano condizionare il lavoro clinico già prima che questo abbia inizio:

  • molti potenziali clienti sembrano dissuasi dal contattare gli psicoterapeuti perché non si aspettano di ricevere aiuto (Snyder et al., 1972); 
  • le aspettative negative possono influenzare la scelta del cliente nell'intraprendere un trattamento dopo il primo colloquio (Heilbrun, 1970) e sembrano avere un impatto negativo efficacia terapeutica (Kraus et al, 1969); 
  • sembra esserci una riduzione dei sintomi nei clienti ancor prima del primo appuntamento con lo psicoterapeuta (Shapiro et al., 1980);
  • il grado di miglioramento dei sintomi sembra essere significativamente correlato alle aspettative di trattamento positivo (Friedman, 1963). 

Secondo DeFife e Hilsenroth, gli psicoterapeuti possono aiutare a placare le ansie dei clienti normalizzando le loro preoccupazioni e riconducendole entro i limiti dell'esperienza umana, esprimendo fiducia nel trattamento ed evidenziando il loro impegno per lo sviluppo della relazione terapeutica.

Prepararsi al ruolo di cliente

In base alla rassegna di DeFife e Hilsenroth, sembra che l'informazione precoce e la discussione delle modalità del trattamento, di ciò che i clienti si possono aspettare e di come possono partecipare attivamente all'intervento, possa produrre effetti positivi sul processo terapeutico.

La "preparazione" al ruolo di cliente produce migliori risultati (Orlinsky et al., 1994). Ciò può essere fatto, ad esempio:

  • fornendo materiale informativo sul trattamento;
  • discutendo di ciò che i pazienti sono chiamati a portare all'interno della relazione terapeutica;
  • sottolineando al paziente che il trattamento non è mai una semplice soluzione ad ogni problema ed alcune difficoltà sono una parte naturale del processo;
  • informando i pazienti su ciò che lo psicoterapeuta non farà per loro, su quali tecniche sono tipiche del suo approccio e di come sono ritenute capaci di promuovere il cambiamento terapeutico. 

Stabilire obiettivi collaborativi

Gli obiettivi terapeutici vanno concordati con il cliente durante le prime fasi del processo. Secondo DeFife e Hilsenroth questo momento dell'intervento è uno degli elementi essenziali del cambiamento ed influenza la sensazione soggettiva di benessere e la qualità delle sedute. 

In questo modo è possibile:

  • identificare gli obiettivi del trattamento,
  • sviluppare dei piani terapeutici per raggiungerli,

monitorare i progressi attraverso misure formali (come test o rilevamenti dei criteri diagnostici) o attraverso le osservazioni di paziente e terapeuta.

Leggi la recensione dell'articolo.

Pubblicato il 24/04/2012 alle ore 07:00

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