Discoteca, non solo disagio

Discoteca e disagio giovanile

Sempre più spesso si sente parlare delle discoteche come di luoghi di trasgressione, in cui i ragazzi si ubriacano e si drogano. La discoteca ha assunto un aspetto estremamente negativo agli occhi degli adulti. I media sottolineano l’espressione del disagio giovanile che avviene in quei luoghi, lasciando poco spazio ad altri aspetti caratteristici delle piste da ballo.

Un nuovo punto di vista sulle discoteche

David Mario Matsinhe (2009), sociologo dell’Università di Alberta (Canada), ha recentemente pubblicato un articolo in cui la “cultura della pista da ballo” viene utilizzata come una rappresentazione delle trasformazioni storiche e culturali del Canada, all’interno del più grande processo di civilizzazione delle società occidentali. La trasformazioni prese in considerazione da Matsinhe si manifestano negli individui e nei gruppi attraverso cambiamenti culturali, sociali e psicologici.

Discoteche ed apertura verso l’Altro

Per 4 mesi Matsinhe ha frequentato dei night club ogni venerdì ed ogni sabato, ballando ed osservando la folla ed i suoi comportamenti. Secondo l’autore le discoteche sono territori in cui si attenua il controllo emotivo. L’atmosfera festosa riesce a contagiare gli avventori fornendo un certo livello di ristoro psicologico.

Nelle sale da ballo, la distanza sociale ed emotiva tra i gruppi dominanti e quelli minoritari diminuisce temporaneamente. Differenti gruppi sociali ed etnici si ritrovano a ballare insieme e, quindi, a condividere lo stesso contesto. Col diminuire della distanza sociale ed emotiva, le relazioni di potere tendono alla democratizzazione e all’egualitarismo.

Nel movimento comune della danza i confini sociali perdono di senso. La relativa anonimità della pista da ballo scioglie i confini rigidi dei propri ruoli, aprendo la possibilità di una comunicazione informale verso l’Altro.

Non solo disagio

Il grande pregio dell’articolo di Matsinhe è quello di fornire un punto di vista nuovo su un contesto ormai  impoverito dai luoghi comuni. Se è possibile riconoscere l’esistenza di un’area di disagio tra i ragazzi che frequentano le discoteche, non è altrettanto possibile affermare che sia la loro unica caratteristica.

Ogni situazione ha dei punti di forza e dei punti di debolezza. Credi che sia possibile utilizzare le discoteche come spazio di crescita personale e sociale per i ragazzi? Discutine sul forum ASPICommunity.

Pubblicato il 15/06/2009 alle ore 07:00

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