E-mail e telefono per promuovere il cambiamento

E-mail e telefono possono essere due strumenti utili per promuovere comportamenti sani e aiutare le persone a cambiare abitudini dannose.

L’articolo recensito questo mese sul nostro sito, riporta i risultati della ricerca di Paul Terry, Erin Seaverson, Michael Staufacker e Stefan Gingerich (2010), secondo cui gli interventi di coaching telefonico e quelli tramite e-mail hanno raggiunto buoni risultati nel ridurre i comportamenti e i fattori di rischio per la salute di 6.055 partecipanti.

Gli interventi

I soggetti della ricerca di Terry e collaboratori che hanno scelto il programma basato sulla posta elettronica hanno ricevuto sei e-mail mensili personalizzate, riguardanti uno dei temi di salute su cui avevano bisogno di lavorare (tabagismo, obesità, attività sportiva, ecc...).

I soggetti che hanno scelto il coaching telefonico hanno ricevuto via e-mail dei libretti informativi e sono stati abbinati ad un coach esperto nell’area del comportamento problematico da modificare. Il ruolo del coach era quello di sostenere e guidare il cambiamento, attraverso delle telefonate, utilizzando tecniche cognitivo-comportamentali, rispondendo a preoccupazioni e a domande specifiche e aiutando il partecipante a sviluppare un piano di cambiamento individualizzato.

Indicazioni per la pratica clinica

In media, i partecipanti al programma di coaching telefonico sono risultati più anziani dei partecipanti all’intervento via e-mail. Il programma telefonico, inoltre, ha raccolto una maggiore adesione da parte delle donne e delle persone con uno stato di salute peggiore. Una differenza significativa tra le due categorie di partecipanti, infine, era legata all’atteggiamento verso il cambiamento: gli utenti dell’intervento telefonico si sentivano più pronti, più motivati e più fiduciosi nelle loro capacità.

Queste differenze offrono agli operatori sanitari diversi spunti di riflessione.

Ad esempio, è possibile aspettarsi che l'intervento via e-mail sarà preferito dai giovani, visto anche il loro frequente uso di Internet, della posta elettronica e dei Social Network e la minore incidenza in giovane età di malattie croniche.

I risultati, inoltre, sembrano suggerire che gli individui sono in grado di individuare autonomamente la modalità più adatta a soddisfare i propri bisogni. Pertanto, offrire diverse modalità di intervento, prevenzione e informazione può dare agli utenti la possibilità di scegliere il trattamento che meglio risponde alle proprie necessità.

Leggi la recensione per saperne di più.

Pubblicato il 05/04/2011 alle ore 09:00

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