Emilia-Romagna: verso la normalità

Il G.E.A. sta affiancando nella ricostruzione della propria normalità le popolazioni coinvolte nei terremoti che, a maggio 2012, hanno colpito l'Emilia Romagna e le regioni limitrofe.

L'equipe G.E.A. (Gruppo Emergenza ASPIC di Modena) è composta da volontari counselor e psicologi ed offrire aiuto professionale e gratuito alle popolazioni coinvolte nel sisma. In costante contatto con l’ASPIC di Roma e l’ASPIC Emergenza e con il supporto dei soci ASPIC, ha lavorato inizialmente nelle tendopoli, offrendo aiuto ed esplorando i bisogni e le richieste delle persone e delle comunità. In seguito si è attivato per proporre interventi mirati nei quartieri tendopoli e nelle strutture che accoglievano gli sfollati, ponendo attenzione anche ai bambini.

Ora sta chiudendo questa fase dell’intervento, riadattando i punti d’ascolto e attivando altri nuovi progetti, in continuità con il precedente lavoro svolto.

La testimonianza del G.E.A.

Riportiamo l'ultima mail ricevuta da Liliana, la cordinatrice del gruppo GEA.

"Carissima F.,

dall'ultima volta che ti ho scritto è passato qualche mese, G.E.A. ha assorbito molto del mio tempo libero e nei momenti di pausa ho cercato di “staccare la spina”.

La fase della prima emergenza è terminata alla fine di luglio, momento in cui le forze in campo delle associazioni di volontariato e la maggior parte della Protezione Civile hanno fatto rientro alle loro sedi. G.E.A. è rimasta continuando ad offrire il proprio supporto emotivo presso i punti di ascolto individuati in più località: Mirandola e Finale Emilia nel modenese, Mirabello e Sant'Agostino nel ferrarese. 

Fino ad agosto, complice il caldo, come hai potuto vedere dalle foto inviate precedentemente, il Punto d’Ascolto a Finale Emilia era sotto il nostro gazebo blu presso il parchetto che ha fatto da “campo tenda autogestito” e punto di incontro del paese,visto che si trova in prossimità del centro che allora era zona rossa.

A Mirabello il Punto d’Ascolto era ospitato presso il gazebo di un bar, mentre a Sant’Agostino nei tavoli di una gelateria.

Mirandola invece è altra realtà, esiste il numero maggiore di tendopoli autogestite e quartieri tenda, quindi il nostro supporto si è svolto andando presso le tendopoli e nei locali dei palazzi dei vari quartieri adibiti a uso comune e nei negozi agibili ed aperti al pubblico. 

Ci stiamo approssimando all’autunno, si vede e si sente nell’aria il ritorno ad una cercata “normalità”; le tendopoli stanno scomparendo (almeno quelle autogestite) per ordinanza dei vari sindaci dei comuni ed anche GEA ha rinnovato il suo intervento riadattandosi alle nuove esigenze.

Il nostro gazebo blu, che ci ha permesso di renderci simili nel disagio “delle comodità e delle esigenze di privacy”, è stato definitivamente smontato ed il Punto di Ascolto ora è presso un bar del centro che ci ha offerto ospitalità, così come nel ferrarese si continua ad offrire presenza e continuità presso il gazebo del bar che viene chiuso e riscaldato.

A Mirandola vi saranno incontri di chiusura rincontrando le persone contattate. Tutti noi operatori GEA, in questa fase, ci approssimiamo a fare “ rientro” rispettando i tempi ed i bisogni delle persone; abbiamo stimato un tempo di massima: fine ottobre/metà novembre.

Dove e con chi potremo farlo, proporremo rinvii presso i nostri Punti di Ascolto per il disagio psicologico e crisi da lavoro, presso la sede Aspic di Modena.

Durante l’ultima riunione di GEA (ci riuniamo regolarmente per fare formazione, informazione, pianificazione , Defusing, l’indispensabile Debriefing  ed i corsi di tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia), sono nate nuove proposte e progetti: progetto scuola, attività di sostegno per bambini  ed insegnanti; servizio di counselling telefonico e via e-mail per quanti sono impossibilitati a raggiungerci.

Nel mesi di agosto si sono aggiunti alcuni counsellor, forze nuove che ci hanno permesso un poco di ricambio e di riposo.

A Primavera, c’era il profumo degli alberi di tiglio, che hanno caratterizzato l’inizio della nostra presenza sul campo. In estate, c’era il chiassoso cantare delle cicale, il suo scomparire fungeva da allarme per eventuali scosse. Ora, la presenza giocosa ed entusiasta dei ragazzi e dei bambini che si sono rimpossessati dei parchi dei paesi, ci rinforza ed allo stesso tempo ci spinge ad un continuo adattamento creativo.

Cappello Gruppo Emergenza ASPIC di Modena

I volontari di GEA hanno accolto con commozione il racconto di Raffaele e dei nostri allievi dell’accoglienza che ci è stata fatta durante gli esami di Roma; Eduardo Giusti ha indossato il cappellino di GEA e… la foto che lo ritrae è un abbraccio a tutti noi.

Continuiamo ad esserci con professionalità, testa e soprattutto… cuore.

Un saluto ed un abbraccio

Liliana"

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Pubblicato il 09/10/2012 alle ore 07:00

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