Il mobbing

L’articolo ASPIC di ottobre, di Florinda Barbuto ed Alessia D’Acunti, tratta il tema del mobbing, presentandone i protagonisti, i processi e le strategie difensive.

Con il termine mobbing si definiscono le molestie morali sul posto di lavoro. Si tratta di atti vessatori, discriminatori e psicologicamente violenti, che esprimono una persecuzione sistematica ad opera di una o più persone, in un tempo piuttosto lungo, allo scopo di danneggiare una vittima con l’emarginazione e la discriminazione.

I protagonisti del mobbing

I protagonisti del fenomeno del mobbing sono essenzialmente tre:

  • Il mobber: il persecutore è spesso un individuo che si crede speciale ed è assorbito da fantasie di potere. Spesso presenta una scarsa gratificazione nella vita personale.
  • Il mobbizzato: è spesso un individuo dotato di scarsa propensione all’azione e tendenza alla passività. Può trattarsi di una persona taciturna, che ha difficoltà a comunicare.
  • Il simpatizzante del mobber: può essere un individuo che cerca di accontentare tutti oppure un individuo che spalleggia il mobber per sentirsi integrato nel gruppo.

Strategie difensive e prevenzione del mobbing

Le ripercussioni psicopatologiche di un soggetto mobbizzato sono varie. Il disagio abbraccia vari ambiti: psicosomatico, emotivo, comportamentale, interpersonale e familiare. La vittima del mobbing, inoltre, finisce spesso per attribuire a se stesso la responsabilità della situazione.

Per prevenire il fenomeno del mobbing sarebbe necessario intervenire sull’ambiente lavorativo ed essere capaci di analizzare costantemente la qualità delle relazioni professionali e dell’atmosfera lavorativa.

Dal punto di vista individuale, può essere utile affinare le proprie capacità introspettive per imparare a riconoscere quei tratti del carattere che possono predisporre ad uno dei tre ruoli del mobbing: vessatore, vessato o simpatizzante del mobber.

A livello aziendale possono essere previsti interventi di promozione del benessere, oltre che di informazione e formazione.

Leggi l’intero articolo per saperne di più.

Pubblicato il 02/10/2009 alle ore 07:00

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