La gelosia ai tempi di Facebook

Di Pamela Serafini, psicologa.

La ricerca

Alcuni ricercatori (Muise, Christofides e Desmarais, 2009),  della University of Guelf (Ontario, Canada) hanno osservato il comportamento di giovani coppie che vivevano una fase critica del rapporto sentimentale e hanno rilevato che la gelosia nei confronti del proprio partner cresceva in modo proporzionale al tempo trascorso dall’amato sui Social Network. I partecipanti alla ricerca, infatti, cercavano informazioni compromettenti e prove di tradimento che spiegassero il comportamento del compagno, mettendosi loro stessi a rischio di diventare dipendenti da Internet.

Il bisogno di controllare

La realtà è molto semplice: il web è diventato un mezzo per fare nuove conoscenze e, a volte, gli incontri hanno finalità puramente sessuali. È stato rilevato, infatti, che l’84% delle donne italiane considera normale usare la rete per conquistare nuovi partner. Ciononostante l’assidua ricerca di conferme ai propri sospetti, il tentativo di capire se il comportamento meno attento e amorevole del partner dipenda da un eventuale tradimento con uno dei contatti su Facebook, il timore che stia chattando con chissà chi e vedere che stringe amicizie con persone dell’altro sesso che non si conoscono, possono alimentare vissuti di gelosia, frustrazione, rabbia e delusione. Se si cerca, però, di trarre conclusioni affrettate senza condividere con il partner i propri dubbi e senza chiedergli apertamente chiarimenti, si rischia di interpretare con le lenti della gelosia tutto quello che fa, anche quando non c’è, realmente, nulla da temere. Una volta innescate le fantasie di tradimento, poi, è molto difficile liberarsene.

Solidità interiore e una sana comunicazione di coppia

Il controllo del partner è logorante per se stessi e alla lunga, può portare a deteriorare anche il rapporto. I vissuti di gelosia e il timore di essere traditi portati alla luce da Facebook possono, comunque, aiutare a riflettere sul proprio modo di reagire alla minaccia della perdita del partner. La gelosia, infatti, può essere letta come un sentimento legato alla paura di perdere la persona amata. È connaturata all’amore finché rientra in livelli normali ma, se subentrano paure irrazionali, tristezza eccessiva, sospettosità quando il partner interagisce con persone dell’altro sesso, controllo del suo comportamento e una sensazione di inadeguatezza e bassa autostima, allora si può parlare di gelosia patologica.

Nei casi più complessi occorre lavorare molto su di sé e, a volte, se necessario, facendosi aiutare da un professionista della relazione d’aiuto per affrontare e superare una gelosia che lascia sempre meno spazi di serenità. Per le forme più moderate può essere sufficiente incrementare l’autostima occupandosi di sé stessi, coltivando interessi, esercitandosi all’ascolto dei propri pensieri, emozioni e sensazioni momento per momento. In questo modo si sposta l’attenzione dal partner a se stessi.

Occorre, inoltre, lavorare sulla relazione di coppia, riflettendo sul significato dello stare insieme, provando a coltivare una comunicazione chiara e onesta che aiuti a esporre i rispettivi bisogni e le eventuali incertezze e, se necessario, rinegoziare, di volta in volta, delle “regole” che siano in grado di soddisfare entrambi.

Bibliografia

Cavaliere R. Terapia per la gelosia, reperito su: www.maldamore.it

Danon M. (2003). Counseling, la terapia per aiutare gli altri ad affrontare i propri problemi con un nuovo spirito, Edizioni Red, Milano.

Muise A., M.Sc., Christofides E., M.Sc., Desmarais S., Ph.D. (2009), More information than you ever wanted: does Facebook bring out the Green-Eyed Monster of Jealosy?, CyberPsychology & Behaviour, 12, 4, Mary Ann Liebert, Inc.

Vignale M. (2006), Bella, giovane e istruita pronto a tuffarsi in rete, in “Panorama”, 17 Agosto.

Pubblicato il 14/09/2009 alle ore 07:00

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