No Tobacco Day 2011

Il 31 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale senza Tabacco, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il tema scelto quest’anno dall’OMS per celebrare la Giornata è: "The WHO Framework Convention on Tobacco Control" - "La Convenzione Quadro dell’OMS sul Controllo del Tabacco".

La Convenzione, in vigore dal 2005, è il primo trattato negoziato per il controllo del tabacco e conta 170 paesi aderenti. Il trattato riafferma il diritto di tutti al più alto standard di salute e offre nuove dimensioni giuridiche per la cooperazione nel controllo del tabacco. 

Le vittime del tabacco

Come riporta l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'uso del tabacco è la principale causa prevenibile di morte. Quest'anno oltre 5 milioni di persone moriranno per malattie correlate all'uso del tabacco (malattie cardiache, ictus, tumori, patologie respiratorie o altre malattie). In questo conteggio non sono incluse le oltre 600.000 persone che moriranno per l'esposizione al fumo passivo.

A livello mondiale, il bilancio annuale delle vittime del consumo di tabacco potrebbe salire a 8 milioni entro il 2030. Dopo aver ucciso 100 milioni di persone nel corso del XX secolo, l'uso del tabacco potrebbe uccidere 1.000 milioni di persone nel corso del XXI secolo. 

In Italia, il fumo di tabacco causa circa 90.000 morti l’anno ed è responsabile del 90% dei tumori polmonari, del 70% dei casi di bronchite cronica ed enfisema e del 25% dei casi di malattie cardiovascolari.

Il numero medio dei fumatori, in Italia, si aggira intorno al 25% (16 milioni): 34% maschi, 17% donne (Modonutti, 2001). Circa il 40% dei fumatori dichiara di voler smettere, ma solo il 5% dei fumatori che riesce a smettere da solo rimane astinente per un anno. Le attività informative, infatti, sono essenziali, ma possono essere insufficienti. Sono i fumatori che si avvalgono di un aiuto strutturato che rimangono astinenti più a lungo (Garattini e La Vecchia, 2002).

Smoking, basta davvero!

Un intervento in grado di occuparsi della persona nella sua interezza dovrebbe prevedere l'integrazione della consulenza di medici e psicologi. Gli psicologi possono condurre gruppi psicoeducativi utilizzando varie tecniche di intervento (motivazionali, cognitivo-comportamentali, gestaltiche e bioenergetiche), contemporaneamente i medici possono fornire informazioni sanitarie e valutare lo stato di salute dei partecipanti (misurare il monossido di carbonio, praticare la spirometria, proporre sedute di agopuntura).

Un intervento così strutturato può aiutare il tabagista a ricevere sostegno, gestire le ricadute, agevolare la verifica degli obiettivi raggiunti e consolidare i cambiamenti e i successi maturati (Fonte: Giusti e Tridici, 2009, Smoking, basta davvero!). Ne è un esempio il Corso Stop Smoking, un corso pilota di intervento e formazione sul trattamento della dipendenza dal fumo di tabacco.

Bibliografia

Garattini S. e La Vecchia C. (2002). Il fumo in Italia. Prevenzione, patologie e costi. Kurtis, Milano.

Giusti E. e Tridici D. (2009). Smoking, basta davvero! Manuale strategico operativo per interventi terapeutici per il tabagismo. Sovera, Roma.

Modonutti G.B. (2001). Prevenzione, giovani e tabacco ’01. Edizioni Goliardiche, Udine.

Pubblicato il 31/05/2011 alle ore 09:00

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