Giovani, religione e psicoterapia

Kellems I. S., Hill C. E., Crook-Lyon R. E. e Freitas G. (2010). Working With Clients Who Have Religious/Spiritual Issues: A Survey of University Counseling Center Therapists. Journal of College Student Psychotherapy, 24(2), 139 - 155.

Recensione a cura di Florinda Barbuto e Alessia D'Acunti.

 

Studenti e religione

Spesso i giovani affrontano dei percorsi di esplorazione e definizione della loro religiosità e spiritualità. Da un lato, Astin e Astin (2003) hanno trovato che il 78% degli studenti universitari americani discute religione e spiritualità con gli amici, il 77% prega, il 74% pensa che il loro credo gli fornisca supporto e orientamento e il 71% che la religione gli sia d'aiuto. D'altra parte, lo stesso studio ha rilevato che solo il 29% degli studenti del terzo anno, rispetto al 52% di quelli del primo anno, ha dichiarato di frequentare regolarmente le funzioni religiose. Inoltre, Johnson e Hayes (2003) hanno trovato che il 25% degli studenti universitari americani dichiara di vivere delle gravi difficoltà legate alle preoccupazioni religiose e spirituali.

Religione e terapia

Partendo dalle considerazioni sopra riportate, Kellems, Hill, Crook-Lyon e Freitas (2010) hanno ipotizzato che i temi religiosi e spirituali potessero essere affrontati di frequente nelle psicoterapie con gli studenti universitari. Inoltre, visto che gli psicologi sono spesso risultati meno religiosi rispetto alla popolazione generale e rispetto agli altri professionisti della salute mentale (Bergin & Jensen, 1990), i quattro ricercatori si sono chiesti come i terapeuti lavorano con gli studenti universitari che presentano in terapia problematiche religiose.

Nell’articolo pubblicato sul Journal of College Student Psychotherapy, i quattro autori presentano uno studio teso a raccogliere informazioni sugli argomenti religiosi e spirituali che emergono in terapia. In particolare, hanno cercato di scoprire quali temi religiosi e spirituali sono generalmente affrontati da terapeuta e paziente, se ci sono degli effetti dovuti alle somiglianze ed alle differenze valoriali tra i due, quali sono gli obiettivi e gli interventi formulati in questi casi e come i terapeuti sono formati ad affrontare questo tipo di situazione.

La ricerca

I quattro ricercatori hanno intervistato i terapeuti di alcuni consultori universitari americani attraverso un questionario online. Ai professionisti intervistati è stato chiesto di far riferimento al loro ultimo cliente che ha presentato delle tematiche religiose e spirituali. Per l'analisi dei dati è stato preso in considerazione un totale di 220 terapeuti e 200 pazienti tra i 18 e i 56 anni (M = 24.86, SD = 6.97).

I temi religiosi e spirituali più frequenti

I risultati suggeriscono che gli studenti universitari portano in terapia una ricca varietà di temi religiosi e spirituali e che questi influenzano il loro percorso terapeutico. Molti clienti hanno problemi religiosi di natura ego-distonica, come il sentirsi troppo in colpa o l’essere respinti dalle famiglie d’origine a causa di motivazioni religiosi. Altri affrontano temi di natura ego-sintonica, come l'utilizzo delle credenze religiose come punto di forza.

In particolare, sono stati individuati quattro temi religiosi e spirituali che emergono più frequentemente in terapia:

1. incongruenze tra credo e comportamenti sessuali: è il tema più segnalato e riguarda i il senso di colpa che vivono i pazienti a causa dell’incongruenza tra convinzioni religiose e comportamenti connessi all'orientamento sessuale, al sesso prematrimoniale, al divorzio e ad altri comportamenti sessuali non specifici;

2. abbandono delle tradizioni religiose familiari: il secondo tema più segnalato è relativo al doloroso processo di allontanamento dalle tradizioni religiose e spirituali della propria famiglia di origine;

3. uso della religione come punto di forza;

4. definizione ed esplorazione del proprio credo: alcuni clienti riportano in terapia il loro percorso di definizione ed esplorazione delle loro credenze religiose e spirituali.

Influenza sulla relazione, sugli obiettivi e sugli interventi

La somiglianza percepita dai terapeuti tra i loro valori e quelli dei loro pazienti non è risultata correlata alla forza della relazione tra i due. Sembra, dunque, che quanto le somiglianze e le differenze nella coppia terapeutica possono facilitare o inficiare la solidità della relazione dipenda piuttosto da come queste vengono utilizzate nel processo terapeutico.

Per quanto riguarda l’influenza sugli obiettivi e sugli interventi, è emersa una correlazione tra l'importanza attribuita dal terapeuta ai valori religiosi e spirituali e la frequenza con cui utilizza interventi ed obiettivi legati a questi temi. In ogni caso, i terapeuti sembrano promuovere maggiormente obiettivi neutri piuttosto che religiosi, anche se spesso si adoperano per aiutare il cliente ad usare le proprie risorse religiose, ad esaminare i problemi di natura spirituale e a scegliere il ruolo della religione nella propria vita. Anche per quanto riguarda le modalità di intervento, i terapeuti non riportano di usare frequentemente delle modalità legate ai temi religiosi, anche se risulta che spesso si interessano al background religioso del paziente o utilizzano vocaboli e concetti di natura spirituale.

Formazione dei terapeuti e temi religiosi

Per quanto riguarda la formazione affrontata dai terapeuti per lavorare con clienti che portano temi religiosi e spirituali, gli intervistati hanno per lo più indicato di aver consultato delle letture specialistiche, di essersi rivolti ai loro supervisori e di aver partecipato a corsi di formazione. La formazione informale (attraverso tesi scientifici e supervisori) è risultata maggiormente ricercata rispetto a quella formale (attraverso corsi specifici). A livello generale, comunque, i terapeuti con un livello di formazione maggiore rispetto ai temi spirituali, appaiono più sicuri nell’affrontare l’argomento in terapia.

L'impatto della religiosità del terapeuta

Secondo gli autori, le risposte ottenute al questionario suggeriscono che ci sono molti modi in cui la religiosità e la spiritualità dei clinici influiscono sul processo terapeutico, a volte agevolandolo e altre ostacolandolo. In questo studio, molti terapeuti hanno sottolineato i modi in cui le loro credenze personali hanno facilitato la loro capacità di lavorare con le problematiche religiose dei clienti. Diversi terapeuti hanno dichiarato di considerare le persone libere di scegliere la propria fede, altri hanno trovato d'aiuto le questione spirituali quando le loro convinzioni personali e i loro valori erano simili a quelli del cliente e, infine, alcuni hanno sostenuto di monitorare costantemente il loro controtransfert al riguardo.

Conclusioni

L'articolo di Kellems, Hill, Crook-Lyon e Freitas mette in luce degli aspetti molto interessanti per la pratica clinica. La constatazione che l'incontro tra le credenze religiose e spirituali di cliente e terapeuta non è legato alla relazione terapeutica sembra suggerire che terapeuti con valori dissimili dai loro clienti possono comunque entrare efficacemente in relazione con loro. Ciò che è importante, secondo gli autori e i terapeuti intervistati, è che il professionista rispetti le convinzioni del cliente e non tenti di imporre il proprio sistema di credenze.

Gli autori hanno anche riscontrato, però, che le credenze personali del terapeuta sono correlate al tipo di intervento e agli obiettivi terapeutici. I terapeuti possono quindi trarre vantaggio dalla consapevolezza di sé controllando il modo in cui i loro valori impattano sugli obiettivi che concordano con i loro clienti.

Infine, solo un quarto dei terapeuti ha riferito di aver ricevuto una formazione formale sulle questioni religiose e spirituale nei propri corsi di laurea. La formazione universitaria e post-universitaria, quindi, dovrebbe approfondire maggiormente questo aspetto.

Bibliografia

Astin, A. W., & Astin, H. S. (2003). Spirituality in college students: Preliminary findings from a national study. Retrieved November 7, 2003, from http://www.ucla.edu/spirituality.

Bergin, A. E., & Jensen, J. P. (1990). Religiosity of psychotherapists: A national survey. Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training, 27, 3–7.

Johnson, C. V., & Hayes, J. A. (2003). Troubled spirits: Prevalence and predictors of religious and spiritual concerns among university students and counseling center clients. Journal of Counseling Psychology, 50, 409–419.

Kellems I. S., Hill C. E., Crook-Lyon R. E. e Freitas G. (2010). Working With Clients Who Have Religious/Spiritual Issues: A Survey of University Counseling Center Therapists. Journal of College Student Psychotherapy, 24(2), 139 - 155.

Pubblicato il 08/09/2010 alle ore 18:10

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