Il ruolo del movimento del corpo in psicoterapia

La Torre M. A. (2008) Integrative perspectives: The role of body movement in psychotherapyPerspectives in Psychiatric Care, 44 (2), 127-130

Prospettive integrate

Molti terapeuti ritengono che la psicoterapia possa essere un mezzo per scoprire ed imparare ad esprimere se stessi in modo autentico. In genere ci si concentra sulla sola mente, ma la mente è connessa al corpo. Numerose ricerche (Holyoake, Reyner, 2005; Jeong et al., 2005; Sandel et al. 2005) riportano che il corpo può assumere un ruolo importante nel processo terapeutico, permettendo di accedere a memorie profonde e favorendo il cambiamento.

Sono molte le tecniche corporee in terapia, ma Mary Anne La Torre affronta in modo specifico quelle legate al movimento del corpo, in particolare la danza e il tai chi, ricordando che per utilizzare il movimento in modo appropriato, è necessario che il terapeuta riceva una formazione adeguata.

La danza terapia

La danza terapia si focalizza sul creare un ambiente sicuro per l'esplorazione e l'espressione, piuttosto che sull'eseguire una specifica sequenza di movimenti (Cotter, 1999). Il presupposto alla base è che la mente e il corpo sono strettamente correlati e le emozioni sono spesso "trattenute" nel corpo (Aktas e Ogce, 2005). Muovere il corpo attraverso passo liberi di danza spinge il cliente al contatto con aspetti inconsci che, spesso, non sono accessibili verbalmente. Questo guida ad una maggiore consapevolezza di sé, a all'espressione di emozioni troppo dolorose da rivelare a parole (Hanna, 1995), mentre l'attività fisica incrementa la produzione di neurotrasmettitori in grado di promuovere un senso di benessere (Bateman, 2004).

Sedute individuali o di gruppo

La danza terapia è adatta alle sedute individuali e a quelle di gruppo. Nel primo caso il movimento può aumentare la connessione tra cliente e terapeuta, oltre che sviluppare la capacità di percepire ed esprimere le proprie emozioni (Shan, 2004). Nel secondo caso, i partecipanti che danzano insieme possono creare un potente legame sociale ed emotivo, che funziona da "antidoto" contro l'isolamento e la tendenza a separarsi dagli altri (Aktas e Ogce, 2005). In entrambi i casi, alla danza può seguire una discussione che guidi all'espressione verbale delle emozioni e delle paure percepite, ma anche senza di essa sembra formarsi un forte senso di fiducia e connessione tra i membri o tra cliente e terapeuta (Holyoake, Reyner, 2005).

Tai Chi

Il tai chi è un'antica pratica cinese che ha lo scopo di favorire la salute attraverso il movimento del corpo. Si tratta di una serie di leggeri movimenti riuniti in sequenze chiamate "forme" (Lewis, 2000). Ogni forma viene eseguita in modo ritmico e controllato, con movimenti semplici che possono essere appresi ed esercitati ad ogni età. Fondamentale è l'uso della respirazione per favorire il flusso di energia attraverso il corpo.

A differenza della danza, il tai chi è un approccio organizzato e ripetitivo, che può essere utile per i clienti che hanno bisogno di attività non affaticanti o per quelli che hanno iniziali difficoltà a ad esprimersi nella danza. Eseguire ripetutamente le sequenze di movimenti, pone gli individui in contatto con se stessi e aumenta la consapevolezza di sé supportando il benessere e il cambiamento (Morone e Greco, 2007).

I modi in cui il tai chi può essere integrato nella psicoterapia sono molti. Mary Anne La Torre ce ne mostra una possibile applicazione, attraverso un caso clinico.

Caso Clinico

Carol era una donna di 50 anni che aveva deciso di riprendere gli studi per cominciare una nuova carriera in ambito sociale. Era molto motivata e determinata e aveva delle aspettative alte per se stessa; tuttavia, si sentiva incapace di rilassarsi e di smettere di pensare a tutti i suoi doveri a fine giornata. Carol aveva cominciato a perdere peso, ad avere frequenti mal di testa e difficoltà a dormire, mentre sentiva che il suo corpo stava "cadendo a pezzi".

Durante le sedute sembrava molto motivata a fare qualcosa per rimediare ai suoi sintomi fisici, ma era incapace di pensare a come potesse cambiare la situazione. Col proseguire della terapia, divenne evidente che Carol elaborava tutte le informazioni attraverso la mente, mentre aveva una scarsa consapevolezza del suo corpo, tranne quando questo le causava disagi e dolori. Nella sua famiglia, era stata sempre apprezzata principalmente per la sua intelligenza, che era diventata una parte fondamentale della sua percezione di sé.

Il primo passo fu quello di aiutare Carol a vedere il proprio corpo come una parte importante per il suo benessere e per il processo terapeutico. La terapeuta introdusse esercizi di respirazione e rilassamento per favorire la consapevolezza del corpo e la connessione tra emozioni e mente. In un secondo momento unì lo stretching agli esercizi di respirazione, in modo che Carol potesse entrare in contatto con le tensioni corporee in cui sopprimeva le sue emozioni.

Il tai chi fu introdotto con una forma che la cliente poteva utilizzare per rilassarsi. Carol si allenò diligentemente e presto cominciò a sentire "un luogo tranquillo dentro di sé". Inoltre iniziò ad avere accesso a delle memorie del passato, come la sua sensazione di essere diversa dalla sua famiglia, in particolare da sua madre.

Aver aggiunto degli esercizi corporei favorì l'abilità di Carol di accedere alle proprie emozioni di tristezza e perdita, superando il suo continuo rimuginare ed aumentando la sua auto-consapevolezza. Riuscì a parlare più facilmente dei propri sentimenti e sviluppò un atteggiamento verso se stessa meno critico e pressante.

Questo è solo un esempio di come il movimento può essere integrato nella pratica clinica, ci sono molte altre tecniche che possono essere utilizzate.

In ogni caso, se adeguatamente inserito nel processo terapeutico, il movimento può riconnettere passato e presente, corpo e mente, e favorire lo sviluppo di benessere utilizzando un approccio alla persona nella sua totalità somatopsichica.

Bibliografia

Atkas G., Ogce F. (2005) Dance as a therapy of cancer prevention. Asian Pacific Journal of Cancer Prevetion, 6, 408-411.

Bateman C. (2004) Can we dance toward health? South Africa Medical Journal, 94 (2), 76-77.

Cotter A. C. (1999) Western movement therapies. Physical Medicine and Rehabilitation Clinics of North America, 10 (3), 603-616.

Hanna J. (1995) The power of dance: Health and healing. Journal of Alternative and Complementary Medicine, 1, 323-331.

Holyoake D., Reyner C. (2005) Moving body and mind: A nurse-led dance group for young people with mental illness. Pediatric Nursing, 17 (4), 36-39.

Jeong Y., Hong S., Lee M., Park M., Kim Y., Suh C. (2005) Dance movement therapy improves emotional responses and modulates neurohormones in asolescents with mild depression. International Journal of Neuroscience, 115 (12), 1711-1720.

La Torre M. A. (2008) Integrative perspectives: The role of body movement in psychotherapy. Perspectives in Psychiatric Care, 44 (2), 127-130.

Lewis D. (2000) T'ai chi ch'uan. Complementary Therapies in Nursing and Midwifering, 6 (4), 204-206.

Morone N., Greco C. (2007) Mind-body interventions for chronic pain in older adults. Pain Medicin, 8 (4), 359-375.

Sandel S., Judge J., Landry N., Faria L., Ouellette R., Maiczak M. (2005) Dance and movement program improves quality-of-life measures in breast  cancer survivors. Cancer Nursing, 28 (4), 301-309.

Shan K. (2004) Movement leads to healing. Retrieved December 10 2007, from http://www.poughkeepsiejournal.com/projects/on_the_job/bu101304s1.shtml

Pubblicato il 03/07/2008 alle ore 11:12

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