Psicoterapia integrale

Marquis A., Wilber K. (2008). Unification Beyond Eclecticism and Integration: Integral Psychotherapy, Journal of Psychotherapy Integration, 18, 3, 350–358.

Recensione a cura di Alessia D'Acunti e Florinda Barbuto.

 

Marquis e Wilber, nel loro articolo, suggeriscono un meta-paradigma unitario della psicoterapia basato sui principi della teoria integrale e del relativo modello AQUAL (All-Quadrant, All-Level). Secondo gli autori l'eclettismo ha avuto il grande vantaggio di incoraggiare la flessibilità e l'apertura, ma contemporaneamente ha favorito una selezione indiscriminata di tecniche differenti ed, a volte, divergenti. Una psicoterapia unificata, invece, ha bisogno di un meta-paradigma che possa includere sistematicamente e coerentemente tutte le teorie esistenti e le loro tecniche in modo che si completino e non si contraddicano. A questo scopo propongono la psicoterapia integrale.

Il modello AQAL e la psicoterapia

La psicoterapia integrale si basa sul modello AQAL (letto: ah-kwul) della teoria integrale (Wilber, 1999, 2000). AQAL è un acronimo che rappresenta cinque elementi essenziali in un approccio integrale alla psicoterapia:

  • tutti i quadranti della psicoterapia (All-Quadrants: le 4 prospettive essenziali su ogni fenomeno, rappresentabili su un diagramma cartesiano);
  • tutti i livelli di sviluppo psicologico (All-Levels: i gradi di complessità dei fenomeni all'interno dei quadranti);
  • tutte le linee di sviluppo (cognitivo, interpersonale, emozionale, ecc...);
  • tutti i tipi di personalità (Meyer-Briggs, Big Five, ecc...);
  • tutti gli stati di coscienza (veglia, sonno, alterazioni, ecc...).

I quadranti: le quattro dimensioni della psicoterapia

I quadranti sono delle cornici meta-teoriche che intersecano quattro poli dell'osservazione in psicoterapia: i poli opposti interno/esterno e quelli di livello individuale/livello collettivo. Ne conseguono quattro dimensioni distinte, ma inseparabili (fig. 1) .

 

Interno-Individuale

(Esperienza)

Immagine di sé

Autostima

Instabilità-stabilità

Depressione

Ansia

Ecc...

 

Esterno-Individuale

(Comportamento)

Schemi di comportamento

Malattie

Uso di droghe

Attività fisica

Strutture cerebrali

Ecc...

Interno-Collettivo

(Cultura)

Credenze politiche, religiose, ecc.

L'esperienza del paziente delle dinamiche familiari

Il modo in cui paziente e terapeuta percepiscono la reciproca  intersoggettività.

Ecc...

 

Esterno-Collettivo

(Sistemi)

Status socio-economico del paziente

Stress o comfort ambientali

Analisi delle dinamiche interpersonali e familiari

Condizioni del proprio vicinato

Ecc...

Fig. 1 (I quattro quadranti della psicoterapia, adattato da Marquis e Wiber, 2008)

Il punto nodale è che ognuna delle dimensioni presentate è valida ed importante. I quadranti non si limitano ad interagire, ma sono incastonati tra di loro. Ogni quadrante rappresenta un modo di essere al mondo ed ogni approccio psicoterapeutico si interessa principalmente ad uno o due quadranti.

La psicoterapia integrale riconosce l'efficacia delle tecniche psicoterapeutiche basate sui singoli quadranti e mira ad identificare i contesti in cui ogni tecnica può raggiungere la massima efficacia. Secondo Marquis e Wiber, ad esempio, una fobia semplice potrebbe essere efficacemente trattata con la desensibilizzazione sistematica della terapia comportamentale (quadrante "Esterno-Individuale"), mentre un paziente con personalità narcisistica trarrebbe maggior giovamento da una terapia dinamica.

I livelli dello sviluppo psicologico

La terapia integrale, pone attenzione a tutti i livelli dello sviluppo umano, senza per questo considerarle delle strutture reificate. Ad esempio, da una persona che rientra nei criteri dello stadio impulsivo di Loevinger (1976), ci si aspetterà di trovare le caratteristiche di egocentrismo e bisogno di esprimere potere. L'attenzione è posta anche al livello transpersonale (o spirituale) dell'individuo, in modo da poter considerare l'intero sviluppo del potenziale del paziente.

Le linee di sviluppo del paziente

Le linee di sviluppo psicologico del paziente rappresentano degli elementi critici da considerare. Ad esempio un paziente potrebbe avere un alto grado di sviluppo cognitivo, ma essere bloccato a livello emotivo. L'attenzione a questi aspetti permette al clinico di focalizzare il proprio intervento in modo da bilanciare ed armonizzare le diverse linee di sviluppo.

I tipi di personalità

Differenti tipi di personalità enfatizzano differenti aspetti del reale, per questo è importante che il clinico ponga attenzione a questo elemento. Nessun tipo di personalità è migliore di un altro, ma conoscere le inclinazioni del paziente permette di lavorare con lui, incoraggiando il suo modo di esserci nel mondo, piuttosto che contro di lui.

L'intervento integrale

A livello clinico, una delle più utili componenti della psicoterapia integrale suggerite da Marquis e Wiber è l'ampio spettro dello sviluppo, della patologia e delle modalità di trattamento prese in considerazione. Secondo gli autori un particolare approccio psicoterapeutico può essere utilizzato al meglio se correlato al livello del disturbo del paziente. Ad esempio, con un paziente borderline, che si trova ad un livello di sviluppo prepersonale, potrebbe essere preso in considerazione l'approccio ristrutturante di Kohut. Con un paziente che sperimenta difficoltà di natura transpersonale (è fondamentalmente sano, ma avverte di poter esperire maggiori livelli di significato o di provare gioia, ecc...) potrebbe essere presa in considerazione la Psicosintesi di Assagioli.

Il miglior modo per promuovere cambiamenti stabili è che l'individuo sperimenti contemporaneamente i diversi aspetti dell'esperienza umana (corpo, emozioni, pensiero, anima, ecc...). Più una persona si coinvolge in pratiche che prevedono dimensioni multiple dell'esserci nel mondo, più le pratiche divengono efficaci, perché sono intimamente correlate agli aspetti integrali dell'essere umano.

Conclusioni

Il paradigma integrale presentato da Marquis e Wiber è un insieme di pratiche che porta ad onorare l'efficacia di ogni modalità terapeutica quando questa è correttamente contestualizzata. Gli autori, infatti parlano di un pluralismo metodologico integrale, che riconosce la validità di ogni teoria purché il suo uso sia deciso in base alla situazione del paziente.

Bibliografia

Loevinger, J. (1976). Ego development. San Francisco: Jossey-Bass Publishers.

Wilber, K. (1999). The collected works of Ken Wilber (Vols. 1–4). Boston: Shambhala.

Wilber, K. (2000). The collected works of Ken Wilber (Vols. 5–8). Boston: Shambhala.

Pubblicato il 31/08/2009 alle ore 15:53

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