Quale Scienza per la Psicoterapia? Workshop della seconda giornata

Tratto dagli Atti del III Congresso Nazionale SEPI-Italia, Quale scienza per la psicoterapia?, 18-19-20 Aprile 2008, Roma

L'integrazione delle polarità emozionali nei trattamenti esperienziali

Provare emozioni di aggressività e di amore contemporaneamente verso qualcuno può creare nella persona un disagio tale da richiedere un intervento di psicoterapia. Nel processo terapeutico può essere spesso opportuno far dialogare due o più parti del sé di una persona per giungere ad un equilibrio interiore. In questi casi modalità espressive diverse (drammatizzazione, disegno, scrittura, sistemi rappresentazionali) possono portare al raggiungimento dello stesso obiettivo, permettere la comunicazione e l'espressione delle diverse emozioni presenti nella persona, facendo emergere l'utilità clinica dell'integrazione. Attraverso il lavoro sugli assi delle polarità emozionali, l'integrazione delle emozioni contrapposte, crea un cambiamento negli schemi emotivi, nelle cognizioni e nel comportamento manifesto di un individuo. Tutto ciò, per essere considerato "vero" cambiamento, deve entrare in modo completo nel background di consapevolezza di ogni individuo. (Armenante1, Palattella2).

 

Integrare racconti, sogni, e altre storie…

Partendo dall'affermazione di Fritz Perls che tutto è proiezione, la potenza del lavoro è nella possibilità di aiutare la persona a "calarsi" dentro un'immagine di sé fino al momento inconsapevole. La forza delle immagini rende possibile specchiarsi nella rappresentazione per osservare da fuori, in una meta-posizione, le qualità e gli elementi che compongono l'immagine stessa. Il racconto, il sogno o la metafora diventano quindi un'immagine che il paziente proietta all'esterno, osservabile e manipolabile, con la quale entrare in un contatto pieno e vitale. Mettendo fuori da sé è possibile osservare cosa c'è dentro di sé. Qualunque rappresentazione venga scelta, metafora, sogno o racconto, questa parla delle innumerevoli parti che ci compongono. L'incontro con queste parti e con l'emotività che lo accompagna crea il terreno per progettare il cambiamento e per riassimilare parti del sé "pulite" da contenuti e condizionamenti che non sono propri.

L'atteggiamento del professionista è un altro punto focale del lavoro con questo tipo di materiale. L'atteggiamento non giudicante e aperto ad ogni possibile immagine che il paziente propone, rispettoso del mondo fantastico interno dell'altro e del modo con cui questo viene rappresentato, consente al paziente, in un ambito sentito protetto, di esplorare ed accettare i contenuti sia emotivi che simbolici del proprio modo di essere creativo e di dare voce e figura alle sue parti interne, a volte percepite emotivamente come non piacevoli o disturbanti (Bonvissuto3).

 

L'integrazione dell'etica tra opportunità, opportunismo e sincretismo

L'adesione a più teorie di riferimento e l'uso delle tecniche derivanti da teorie diverse comporta il rischio del sincretismo che si può manifestare con un atteggiamento ambiguo verso gli assunti teorici contrastanti e con scelte terapeutiche arbitrarie. La possibilità di disporre di una vasta gamma di modalità d'intervento offre l'opportunità di trattare i casi più svariati e il vantaggio di poter adattare l'intervento ad ogni singolo paziente. Questo non deve far credere al terapeuta di poter affrontare qualunque problema o di poter accettare ogni cliente senza tener conto delle compatibilità personologiche e della propria esperienza. La pressione della concorrenza e le difficoltà di trovare una collocazione sul mercato potrebbero spingere il professionista a promuovere se stesso e il proprio lavoro in funzione delle mode o delle richieste esplicite dei clienti, non sempre motivate dalle esigenze cliniche. In questo caso si rischia anche lo spostamento del ruolo della figura del terapeuta in secondo piano rispetto all'uso delle strategie e delle tecniche scelte ad effetto (Burzynska4).

 

La mappatura del campo terapeutico mediante diagrammi di flusso: ricerca euristica

Il campo psicoterapeutico può essere paragonato a una montagna attraversata da molti sentieri: alcuni molto battuti, altri meno, altri ancora percorsi solo raramente. Ogni sentiero corrisponde a un'interazione terapeutica tipica, cioè a un modo tipico di affrontare una problematica ricorrente.

Ogni coppia terapeutica disegna il proprio percorso secondo le esigenze specifiche e uniche di quella coppia, passando dall'uno all'altro sentiero nelle diverse fasi e nei diversi momenti del processo, e anche, quando è necessario, abbandonando ogni sentiero noto per esplorare zone sconosciute del territorio. La decisione se imboccare un sentiero o l'altro in ogni momento del percorso, o eventualmente avventurarsi nella selva al di fuori dei tracciati conosciuti, è ovviamente

facilitata se si dispone di una mappa del territorio, cioè delle interazioni tipiche relative alle diverse situazioni che si presentano in terapia. Questa conoscenza è la scienza, mentre la capacità di usarla liberamente e creativamente è l'arte della terapia (Carere-Comes5).

 

L'accoglienza come processo di qualità nei corsi di psicoterapia integrata

L'integrazione dei processi di apprendimento, nei corsi di psicoterapia e nei percorsi di crescita personale, passa sempre attraverso una passione dei formatori/psicoterapeuti per l'accoglienza autentica degli altri e per l'incontro empatico. Il setting, come dimensione spaziotemporale nella quale si trasformano vissuti ed emozioni ma si apprendono anche contenuti e abilità sociali, viene dunque strutturato al fine di garantire un'accettazione incondizionata dei singoli individui e del gruppo nel suo insieme. In tal senso, "essere accolti" significa essere messi in condizione di condividere il portato della propria storia personale, recente e passata, nell'ottica di un incontro creativo fra esigenze professionali e sviluppo delle risorse personali (Costantini6).

 

Body work nella psicoterapia gestaltica integrata

Il body work mira alla connessione dell'esperienza, del ricordo che il corpo ha con le altre memorie al fine di divenire sempre più se stessi come "organismo" senza autoinganno. Assaporare l'esperienza con le "viscere", con la partecipazione di respiro, pelle, muscoli in un corpo mobile, che si fa presente non con i malesseri bensì attraverso i "guizzi" vitali (Gigante7, Maranini8).

 

Co-conduzione con metodologia integrata in gruppi terapeutici esperienziali

La crescita personale e l'evoluzione terapeutica sono un viaggio verso l'integrazione della personalità. Attraverso un percorso di contatto, esplorazione ed elaborazione la persona si riappropria delle parti di sé sepolte nella memoria, oltre gli argini protettivi delle scelte precoci intelligenti attualmente divenute inadeguate e fonte di sofferenza.

Il gruppo esperienziale è uno strumento che offre la possibilità di fare questo viaggio secondo modalità a cerchi concentrici che svolgendosi conducono la persona sempre più in profondità, in direzione di nuovi possibili modi di essere (pensare, sentire, comportarsi, entrare in relazione), un sé in divenire integrato e capace di scelte basate su bisogni autentici e maturi. La co-conduzione con metodologia integrata prevede due accompagnatori adulti e diversi compagni. Nel gruppo ogni persona, con modalità e tempi propri, ha la possibilità di accedere alle proprie dimensioni interne e di conoscere le personali modalità dell'essere al mondo. Nel porto sicuro di una relazione protetta, attraverso la sperimentazione concreta di sé con l'altro e di sé dentro il gruppo, la persona contatta e integra le polarità, il materno e il paterno, il maschile e il femminile (Locatelli9, Fusco10).

 

Il significato dell'integrazione nella prassi clinico-professionale e la scrittura come traccia integrativa

La funzione e utilizzo della scrittura nelle sedute è inizialmente un supporto alla psicodiagnosi, in 'itinere' uno strumento per monitorare i cambiamenti e per sperimentare modalità grafiche diverse e  nella fase conclusiva è un ausilio per consapevolizzare il percorso compiuto (Manucci11, Barreliere12).

 

Integrazione della Biodanza nei corsi di psicoterapia pluralistica

L'esperienza di espressione corporea della Biodanza del Sistema Rolando Toro, inizia dopo la "ronda di iniziazione"(momento di saluto e di celebrazione dell'incontro) con vivencia (termine intraducibile che esprime il vivere intensamente qui ed ora) di vitalità, di creatività ed affettività, fino a concludere con la "ronda di riattivazione" (che ha la funzione di integrare quanto emotivamente vissuto e di riportare i partecipanti alla situazione di normale vigilanza). Il movimento si genera spontaneo su brani musicali appositamente scelti per amplificare ed approfondire il vissuto emotivo, suggerito dal facilitatore, nella presentazione della vivencia. Si privilegiano il contatto visivo, il contatto corporeo, il ritmo, l'empatia. Dopo ogni vivencia si consapevolizza la propria esperienza (variante introdotta dalla dr.ssa M. Serpi per il lavoro di crescita personale nei corsi di psicoterapia pluralistica integrata) (Serpi13).

 

Prove di efficacia dei trattamenti integrati

Numerose evidenze empiriche suggeriscono la necessità di guardare oltre i confini dei singoli approcci terapeutici per ritagliare "a misura del paziente" interventi dotati di alta "effectiveness". Si distinguono sostanzialmente tre modi di interpretare l'integrazione: l'integrazione dei fattori comuni, l'integrazione assimilativa e l'integrazione teoretica. L'approccio dei fattori comuni si fonda sugli elementi condivisi dai differenti modelli terapeutici. Processi quali la gestione dell'alleanza terapeutica, o l'esposizione, in vivo o in forma immaginaria, del paziente alle difficoltà o la qualità empatica dello stile terapeutico sono sostanzialmente trasversali ai vari modelli. L'integrazione assimilativa prevede l'incorporazione in uno specifico modello di tecniche derivanti da altri approcci terapeutici. In questo caso il terapeuta può scegliere la tecnica più consona al caso. L'integrazione teoretica, infine, nello sforzo di omogeneizzare teorie molto difformi nell'interpretazione della realtà, rischia di restare un'ambizione sostanzialmente utopica (Sperandeo14).

 

Interventi integrati per disturbi psicosomatici

Il modello integrato, sia in psicoterapia che nel counselling, consente flessibilità, ricchezza e creatività di interventi. L'integrazione corpo-psiche dell'approccio posturale integrato della matrice funzionale reichiana (W. Reich) con l'approccio gestaltico (F. Perls) diventa una modalità d'intervento ancora più efficace. Attraverso l'approccio posturale integrato si agisce sui quattro piani dell'individuo: cognitivo, fisiologico-posturale, emotivo, sensoriale, riducendo le parti ipertrofiche, dilatando quelle ipotrofiche, ammorbidendo o allentando le sclerotizzazioni, rafforzando le ipoatonie, modulando le polarità. L'integrazione posturale, attraverso la relazione dinamica del contatto, mobilita emozioni, sensazioni, fantasie, ricordi, trattenuti e congelati nei muscoli ed in tutto il corpo. La persona, attraverso la consapevolizzazione della natura dei propri conflitti e disturbi somatici e la libera espressione nel qui ed ora gestaltico, può integrare la sfera affettivo-emotiva con quella anatomicofisiologica con la finalità di un benessere e di una possibile armonia in un Io integrato (Veneroso15).

 

 

1 Olimpia ARMENANTE. Psicologa clinica e di comunità e Psicoterapeuta, vive e lavora a Pomezia, e svolge la sua attività professionale anche su Roma e nella provincia di Latina. Vice presidente dell'Associazione A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Aprilia. Si occupa di formazione in counseling e psicoterapia. Svolge attività clinica individuale e di gruppo. È autrice di articoli scientifici sugli interventi integrati relativi al trattamento dei disturbi alimentari.

2 M. Rosaria PALATTELLA. Psicologa clinica e di comunità e psicoterapeuta vive e lavora nella provincia di Frosinone. Presidente dell'Associazione A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Sora (Frosinone), presso la quale attiva corsi di formazione e informazione rivolti al miglioramento della qualità della vita. Si occupa da anni di formazione in counseling e svolge attività clinica individuale e di gruppo.

3 Patrizia BONVISSUTO. Psicologa e Psicoterapeuta gestaltica. Direttore della SiPGI, Scuola di Psicoterapia Gestaltica Integrata del Centro Gestalt di Genova e Presidente della Sede Territoriale di Genova dell'A.S.P.I.C. Dal 1991 si occupa di clinica e formazione. Nel suo approccio integra Gestalt Therapy, Analisi Transazionale, PNL e tecniche immaginative e da tempo ha approfondito l'uso in psicoterapia dei sogni e delle metafore.

4 Jolanta BURZYNSKA. Medico psicoterapeuta diplomata all'A.S.P.I.C. Insegna deontologia professionale alla Scuola di Specializzazione per gli Psicoterapeuti A.S.P.I.C. e al Master in mediazione familiare. Vive a Siena, dove svolge l'attività privata di psicoterapeuta e consulente in medicina psicosomatica in uno studio associato di medicina generale.

5 Tullio CARERE-COMES. Psichiatra e Psicoterapeuta, ha lavorato all'Università di Milano e ai Servizi Psichiatrici della Provincia di Bergamo negli anni Settanta. Negli stessi anni ha curato la sua formazione in psicoanalisi e in altri approcci psicoterapeutici. Conclusa la fase istituzionale, ha lavorato come libero professionista a Milano e a Bergamo. Impegnato sin dall'inizio della sua carriera nella ricerca sull'integrazione in psicoterapia, ha scritto o curato diversi testi e articoli. Tra le pubblicazioni più recenti, Il futuro della psicoterapia tra integrità e integrazione (con G.G. Alberti, FrancoAngeli, 2003) e Che cosa unisce gli psicoterapeuti (e che cosa li separa) (con P. Adami Rook & L. Panseri, Vertici, 2007). Insegna in alcune scuole di psicoterapia, è il coordinatore per l'Italia della S.E.P.I. (Society for the Exploration of Psychotherapy Integration), presidente della DIÀ (Associazione Dialogico-Dialettica)e codirettore della Scuola di Cura di sé.

6 Roberto COSTANTINI. È psicoterapeuta e supervisore associato. Il suo percorso di specializzazione in A.S.P.I.C. e l'esperienza quindicennale maturata in campo clinico, formativo e aziendale, lo hanno condotto ad un modello di intervento sulla persona realmente integrato e multidimensionale. Il suo approccio psico-corporeo alla relazione di aiuto pone, infatti, pari attenzione ai processi cognitivi, emotivi, fisiologici e posturali dell'essere umano.

7 Elena GIGANTE. Psicologa, Psicoterapeuta, formatore e supervisore in counseling. È Presidente della sezione territoriale A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Trapani. Lavora in ambito privato in setting individuale e di gruppo, è Responsabile didattico del Master in "Counseling professionale" e didatta supervisore della Scuola di Specializzazione S.I.T.G.

8 Giovanna MARANINI. Psicologa, Psicoterapeuta, consulente familiare, formatore. È Presidente della sezione territoriale A.S.P.I.C. di Catania. Lavora in ambito privato in setting individuale e di gruppo, da circa dieci anni si occupa di psico-oncologia e in particolare del supporto dei malati terminali. È responsabile della didattica del Master in "counseling professionale" presso la sezione di Catania.

9 Monica LOCATELLI . Psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo umanistico integrato, lavora in terapie individuali e di gruppo, conduce in coagevolazione un gruppo terapeutico-formativo per allievi specializzandi A.S.P.I.C.; si occupa da anni di progettazione in ambito socio-sanitario; è formatrice nei corsi A.S.P.I.C. Vice Presidente della sede territoriale A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Terni.

10 Lino FUSCO. Psicologo, psicoterapeuta ad orientamento umanistico integrato. Svolge attività clinica individuale e conduce gruppi terapeutici in coagevolazione. Da diversi anni lavora nei progetti terapeutici della cooperativa GNOSIS di Roma che prevedono un intervento comunitario residenziale in persone con gravi disturbi psichici. Formatore nei corsi A.S.P.IC., insieme a E. Giusti ha pubblicato UOMINI, psicologia e psicoterapia della maschilità, (Sovera, 2002).

11 Claudio MANUCCI. Psicoterapeuta, specializzazione integrata e psicodinamica. È docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Pluralistica Integrata (A.S.P.I.C.) e presso la Scuola di Specializzazione Cognitivo Comportamentale "A. Beck". Collabora con diverse case editrici e mass media nell'ambito delle scienze umane. Ha pubblicato i seguenti libri: Figli unici. Psicologia dei vantaggi e dei limiti (Ed. Armando); Le nuove coppie. Modi e mode di stare insieme (Ed. Armando); Come gestire un caso clinico. La psicoterapia integrata seduta per seduta (Ed. Sovera). Svolge attività privata di psicoterapia individuale, di coppia, di gruppo.

12 Laura BARRELIERE. Psicologa e Psicoterapeuta. Specializzazione in Psicodiagnosi e Psicoterapia Integrata. Grafologa specializzata presso la Société Française de Graphologie di Parigi. Docente Associata presso l'A.S.P.I.C. Vice Presidente I.R.I.S. (Istituto di Ricerca Internazionale Stress). Svolge attività privata di psicoterapia individuale, di coppia, di gruppo. Conduce gruppi di crescita a mediazione artistica ed etologica.

13 Margherita SERPI. Psicologa Psicoterapeuta formatasi alla Scuola di Psicoterapia e Psicosomatica del dr. Gian Mario Balzarini in Analisi Immaginativa, successiva formazione in Vissuto Immaginativo Catatimico di Leuner, in Psicoenergetica di Peter Schellenbaum, in Biodanza Sistema Rolando Toro ed in Psicodramma Analitico Individuativo di Giulio Gasca; pet therapist col suo cane Roa. Presidente dell'Associazione A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Milano, formatore e Supervisore associato A.S.P.I.C. di counselor. Lavora a Milano e all'Isola d'Elba.

14 Raffaele SPERANDEO. Laureato in medicina, specializzato in Psichiatria e in Psicoterapia della Gestalt. È dottore di ricerca in Scienze del Comportamento Svolge attività di ricerca sui disturbi della personalità e sulla criminalità minorile presso l'Istituto di Psichiatria della Seconda Università di Napoli (SUN). Ha, al suo attivo, numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali e relazioni a congressi scientifici nazionali e internazionali. Svolge attività clinica di Psichiatra e di Psicoterapia ed è Direttore Sanitario di un poliambulatorio privato di psichiatria, psicologia e psicoterapia (ISM srl.) Presidente della sede A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Napoli. Già Professore a contratto di psicologia clinica e di psicologia della personalità presso la facoltà di Psicologia SUN è membro del consiglio direttivo e coordinatore del master biennale di II livello in psicodiagnostica presso la stessa facoltà. È membro del consiglio direttivo e del comitato scientifico didatta e Supervisore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt Integrata SiPGI (decreto M.I.U.R. 12.10.2007).

15 Saturnina VENEROSO. Medico psicoterapeuta e counsellor. È presidente dell'Associazione A.S.P.I.C. Counseling e Cultura di Caserta - Aversa, per la quale svolge attività di Responsabile didattico e supervisore del Master Gestalt Counselling. Di formazione funzionale rechiana; svolge attività di psi coterapeuta individuale e di gruppo, integrando vari modelli teorici di riferimento. È dirigente medico presso l'Unità Operativa Riabilitazione dell'ASL Caserta 2.

Pubblicato il 09/04/2008 alle ore 09:41

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